L’AQUILA – Volano gli stracci all’interno dell’Italia dei valori.
Ha colpito nel segno la provocatoria intervista di Giuliano Di Nicola, esponente dei dipietristi entrato rocambolescamente in Consiglio comunale dopo il giochetto degli apparentamenti tra la maggioranza a sostegno di Massimo Cialente, poi eletto sindaco al ballottaggio, e le due liste, l’Idv e la civica L’Aquila Oggi, che al primo turno avevano sostenuto Angelo Mancini.
Proprio quest’ultimo è risultato l’escluso eccellente dell’assemblea civica mentre al suo posto entrato Fabio Cortelli, pungolato da Di Nicola e che non ha lasciato passare che poche ore per rispondere alle stilettate lanciate dal consiglierei Idv dai microfoni di questo giornale.
Cortelli critica aspramente Di Nicola sbottando che se fosse stato lui a votare sì alla cosiddetta “legge Barca” al suo posto si sentirebbe “sporco la sera prima di andare a dormire”.
“Forse farebbe meglio a riflettere su quello che fa prima di parlare di me”, sostiene ancora il rampollo Idv.
Fa riflettere, infine, l’invito di Cortelli a Di Nicola a pensare a quello che accade “nel suo partito”, espressione forse sfuggita ma che conferma che all’interno dei dipietristi ci sono tante, forse troppe anime che non vanno proprio d’accordo. Anzi, sono precisamente in disaccordo. (alb.or.)
LA LETTERA COMPLETA
Giuliano Di Nicola dovrebbe pensare un po’ di più a quello che accade nel suo partito invece di parlare della nostra lista L’Aquila Oggi.
La nostra posizione è stata chiara sin dall’inizio. Io faccio parte della maggioranza. Ne faccio parte a tutti gli effetti. Sono una persona dai valori di sinistra, e credo di essere leale nei confronti di questo gruppo.
Appoggio esterno non significa votare a testa bassa ogni provvedimento proposto dalla maggioranza, ma sostenere quelli utili alla città e alla comunità tutta. Non voglio prendere lezioni da un consigliere che ha votato il sub emendamento alla “legge Barca”, quello sulla richiesta della possibilità di avere un City Manager, figura totalmente inutile e dispendiosa per le casse dell’ente, solo per “appartenenza alla maggioranza”, come da lui dichiarato in sede di Consiglio Comunale.
Io mi sentirei sporco la sera prima di andare a dormire se avessi votato uno scempio del genere.
Questo è un ragionamento tipico della vecchia politica, quella politica che voglio combattere. Se non cambia l’approccio culturale al modo di amministrare, questa città è destinata a non rialzarsi più. Noi svolgiamo un servizio per i cittadini, e non per un gruppo politico o per un altro.
Vorrei sapere come mai Di Nicola non si è mai pubblicamente pronunciato su quei temi che abbiamo portato avanti insieme in campagna elettorale, e per i quali, probabilmente, la gente lo ha votato. Come mai non si è pronunciato sulle inutili consulenze tanto volute dal Sindaco?
E sulle strane assegnazioni dei progetti C.A.S.E. e M.A.P.? E sull’aiuto che l’amministrazione vorrebbe dare nel “concorsone di ferragosto” agli staff dei politici? Sono tutte questioni sulle quali l’IDV, nella passata consiliatura, ha portato avanti grandi battaglie e che erano nel nostro programma elettorale. Forse farebbe meglio a riflettere su quello che fa prima di parlare di me.
Per concludere, credo che Di Nicola, prima di parlare di Angelo Mancini come una risorsa per sé e per il partito, dovrebbe spiegare a me, e ai molti che hanno sostenuto Angelo in campagna elettorale, come mai non si è mai pronunciato in consiglio comunale sulla sua ignobile esclusione, e come mai, al momento della ratificazione degli eletti, non abbia proferito parola sulla questione.




