L’AQUILA – Stanno manifestando da questa mattina davanti la sede del Tribunale dell’Aquila una cinquantina di lavoratori della società “Abruzzo Engineering”. La delegazione, composta da una cinquantina di lavoratori in tutto, è in attesa di essere ricevuta dal Procuratore della Repubblica, Alfredo Rossini: un incontro invocato per chiedere che anche la magistratura riconosca la natura ‘in house’ della società.
Il 60% del pacchetto di maggioranza relativa delle azioni, infatti, è di proprietà della Regione Abruzzo, mentre il 30% appartiene al socio privato Selex e il 10% alla Provincia dell’Aquila. Sulla società pende la spada di Damocle del buco da 19 milioni di euro sul quale avrebbe dovuto esprimersi l’assemblea dei soci di due giorni fa. Riunione saltata dopo l’occupazione dei lavoratori della sede dell’azienda nel capoluogo e rinviata a fine mese: un arco temporale per cercare di individuare soluzioni che scongiurino l’ipotesi di liquidazione e di licenziamento dei circa 200 lavoratori.
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