L’AQUILA – Potrebbe essere stato un malore, forse collegato all’assunzione di droga, a causare la morte di Massimo Parisse, il giovane di 32 anni trovato senza vita nella sua abitazione in via Antica Arischia, nel quartiere di Pettino.
Ne sono quasi certi gli investigatori che stanno seguendo il caso del giovane ritrovato nella sua abitazione, in cui viveva con il suo cane che per circa 10 giorni (da quando preusmibilmente è avvenuto il decesso) è rimasto chiuso in casa con lui.
Non ci sono segni di effrazione sulla porta d’ingresso dell’appartamento, che era chiusa dall’interno. Accanto al corpo sono stati trovati dei flaconcini di medicinali.
Chiarezza su quanto è accaduto si avrà soltanto con gli esiti dell’autopsia, ordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Stefano Gallo, che verrà svolta oggi all’ospedale San Salvatore dell’Aquila.
Per sgombrare il campo da qualsiasi dubbio, gli agenti della squadra Mobile che stanno seguendo il caso hanno anche preso in consegna il telefonino di Parisse per verificare quali siano stati gli ultimi contatti del giovane prima del suo decesso.
Stando a quanto si è appreso, i rapporti tra il giovane e la famiglia, composta da padre e fratello, da qualche tempo si erano interrotti. Questo spiega anche il ritardo con cui è stato dato l’allarme sulla scomparsa del giovane, trovato dopo diversi giorni dal decesso.
Nel 2001 una tragedia aveva già segnato la famiglia. La madre del ragazzo, Maria Pia Giambattista, sparì. Il suo corpo venne ritrovato senza vita alcune settimane dopo da un escursionista nei pressi del poligono d tiro, a poche centinaia di metri dalla sua abitazione.






