L’AQUILA – “La maggior parte degli assegnatari degli appartamenti del fondo immobiliare ha ottenuto un trattamento di favore rispetto al resto della popolazione”.
È quanto si legge sul verbale della riunione del 15 settembre della Commissione di garanzia e vigilanza del Comune dell’Aquila.
Continuano a emergere, quindi, le anomalie nella gestione dell’assistenza alla popolazione sollevate dalla riunione dell’organismo comunale presieduto dal consigliere di Forza Italia ed ex sindaco tra gli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 Enzo Lombardi.
Dopo il caso delle oltre 500 coppie con i coniugi con due diverse residenze che hanno percepito un doppio contributo di autonoma sistemazione, spuntano fuori anche alcune vicende sul fondo immobiliare che, secondo alcuni consiglieri impegnati nella commissione, meritano di essere approfondite.
In generale, durante la seduta, si è parlato di “requisiti per il fondo immobiliare meno rigidi rispetto a quelli richiesti per il progetto C.a.s.e.” e l’attenzione si è concentrata su alcuni casi di single che avrebbero avuto la casa prima di altri che ancora sono in albergo, di nuclei con case di metrature molto più ampie rispetto ai canoni applicati per i complessi della Protezione civile e per i Map e di famiglie che si sono scisse fittiziamente per passare da uno a due alloggi.
“Molti appartamenti sono stati dati a soggetti che prima del sisma costituivano nucleo unico con la famiglia d’origine – ha sostenuto Lombardi – Ora questi nuclei si sono scissi e beneficiano di forme di assistenza diversificate nonostante per il progetto C.a.s.e. la situazione di partenza resta fissa al 6 aprile 2009”.
“Ci sono persone – ha aggiunto l’ex senatore – che hanno realizzato case in legno e che sono beneficiarie di alloggi del fondo immobiliare, con possibilità di destinare ad altri usi, per esempio l’affitto, la casa di legno”.
Il riferimento è ai manufatti provvisori costruiti dopo il sisma grazie alla delibera di Consiglio comunale numero 58 del 2009 che, secondo le stime effettuate attraverso le foto fatte con un volo aereo, sarebbero oltre 1.000.
“Se uno vuole verificare – si lamenta Lombardi – non è possibile perché il Sed (il Servizio elaborazione dati del Comune, ex municipalizzata che si occupa di gestire l’anagrafe e la riscossione tributi a livello informatico, ndr) non ci fornisce i dati”.
Almeno ufficiosamente, però, sembra che comunque siano state “fatte le pulci” agli elenchi degli assegnatari e che qualcuno si sia preso la briga di fare un file in cui sono minuziosamente appuntate tutte le singolarità riscontrate.
Il documento, per il momento, rimane top secret, ma chi l’ha letto giura che ci sono molti casi eclatanti. (red)



