L’AQUILA – Sono cominciati i lavori di messa in sicurezza del fiume Aterno e del torrente Raio, nella zona del nucleo industriale di Pile all’Aquila.
Da qualche giorno, infatti, è stata recintata la zona del corso d’acqua vicina al centro commerciale Globo, base dei servizi di gestione del cantiere.
Un anno il tempo previsto per concludere l’intervento, affidato alla ditta Codimar di Capistrello (L’Aquila), dal costo complessivo di 3.8 milioni di euro.
I lavori sono finalizzati alla messa in sicurezza idraulica e riqualificazione ambientale dell’area industriale di Pile, che costituisce il primo lotto di un piano più ampio che va dalla zona dell’Aquila a quella di Molina Aterno.
Curato dagli uffici del commissario per il risanamento del bacino dell’Aterno-Pescara, Adriano Goio, il progetto è stato affidato nella sua attuazione all’ingegner Emilio Santori, commissario straordinario delegato per l’attuazione di interventi prioritari e urgenti finalizzati alla mitigazione del rischio idrogeologico nella Regione Abruzzo.
“È stato studiato per dare una maggiore sicurezza idraulica alla zona industriale e per proteggerla dalle alluvioni, favorendone anche un’eventuale espansione – spiega Goio ad AbruzzoWeb – Quella è una zona a forte rischio idraulico, molto spesso le variazioni di portata dell’Aterno allagano gli stabilimenti produttivi”.
Oltre a mettere in pericolo i manufatti temporanei realizzati dopo il sisma con la delibera del Comune: in attesa degli interventi, l’amministrazione spesso ha dovuto avvertire i cittadini via sms delle allerte meteo e dei rischi.
L’operazione rientra nell’accordo di programma tra Regione e ministero dell’Ambiente che “vede lo stanziamento di 50 milioni di euro per una serie di progetti di difesa del suolo abruzzese in cui è stato inserito anche il primo lotto del complesso, che è appunto quello dell’area di Pile”, aggiunge Goio.
Alla base dell’intervento c’è l’aumento della capacità naturale di laminazione del sistema fluviale, cioè “riuscire a trattenere dentro l’alveo la portata del corso d’acqua – specifica l’ingegner Massimo Coccato, direttore dei lavori – Questo si ottiene dove è possibile aumentando la sezione ed eliminando tutto ciò che limita la capacità di portata”.
Proprio a questo scopo, il ponte sul torrente Raio verrà abbattuto e sostituito con uno nuovo, circa 25 metri a valle del vecchio. “Il ponte attuale provoca un restringimento idraulico e quindi andiamo a rifarlo garantendo una sezione idraulica in quel punto adeguata alla nuova ipotesi di capacità di deflusso di quel tratto”, sottolinea.
Il problema più grande, secondo l’ingegnere, è proprio l’immissione del Raio nell’Aterno. È soprattutto quando si verifica “la concomitanza dei deflussi di piena in entrambi i corsi d’acqua che aumenta il rischio – prosegue – In questo senso si è privilegiata una serie di interventi sull’Aterno perché sono di più facile realizzazione rispetto al Raio, che invece presenta zone più ristrette e difficili da lavorare”.
Il progetto sarà abbinato a una serie di interventi di riqualificazione ambientale e paesaggistica, con l’eliminazione di piante che creano disturbo al deflusso e l’inserimento di nuova vegetazione in zone adatte.
In una scala che va da rischio1 a 4, la zona di Pile ha varie fasce che rientrano in R3 e R4. Ultima, in ordine di tempo, l’alluvione che ha colpito il capoluogo nel 2010, quando L’Aquila rimase affogata sotto un metro d’acqua.
“Il rischio è il risultato del prodotto tra la pericolosità idraulica e la vulnerabilità che è il danno atteso sul territorio, considerando la presenza umana e di infrastrutture. Il rischio, quindi, è poco elevato in zone poco vulnerabili – sottolinea Coccato – Nell’area in questione, a rischio R3 o R4, molte zone non presentano abitazioni, quindi la pericolosità è davvero molto alta”.
Il secondo lotto dell’intero progetto che arriva fino a Molina, invece, prevede l’inserimento di casse di espansione sull’Aterno e sul Raio “per la difesa della città dell’Aquila – conclude – È l’intervento più importante e anche il più costoso, l’investimento infatti è di circa 50 milioni di euro. Il progetto è stato già trasmesso al Cipe dalla Regione Abruzzo”.






