L’AQUILA – La Asl provinciale dell’Aquila ha aperto un’indagine interna per verificare la posizione della docente dell’Università del capoluogo, la psichiatra Rita Roncone, convenzionata con la stessa azienda sanitaria, rinviata a giudizio con l’accusa di aver emesso falsi certificati medici a favore del figlio di un’amica, anche lui a giudizio con la mamma.
La conferma arriva dal direttore generale, Giancarlo Silveri. “La professoressa Roncone è una dipendente dell’Ateneo convenzionata con l’azienda sanitaria – spiega il manager – Gli uffici stanno valutando al fine di verificare le possibilità di intervento consentite dagli accordi convenzionali, in particolare per capire, se e quando necessario, a chi spettano eventuali provvedimenti o azioni”.
La Roncone è ordinaria di Psichiatria del dipartimento di Medicina clinica, sanità pubblica, scienze della vita e dell’ambiente (Mesva) dell’ateneo aquilano. Secondo quanto si è appreso, l’Università non ha adottato provvedimenti né aperto indagini interne.
La Roncone è un docente da annoverare nella ‘scuderia’ dell’ex rettore, Ferdinando Di Orio e della sua fedelissima, la prof Maria Grazia Cifone, che dirige il dipartimento Mesva.
Del resto, a tale proposito, ci sono collegamenti precisi: non è un caso che il marito della Roncone, il noto professor Massimo Casacchia, ex primario del servizio Psichiatrico universitario di diagnosi e cura, ora in pensione, sia stato ascoltato come testimone della difesa di Di Orio insieme alla stessa Cifone in uno dei processi più delicati che vede come imputato l’ex rettore: quello per concussione al tribunale di Roma nei confronti del docente dello stesso ateneo Sergio Tiberti.
L’ex gruppo di potere che ha gestito a lungo l’ateneo ha tessuto una rete forte: la Roncone non è mai stata primario del reparto di Psichiatria, come era stato pianificato (al pensionamento di Casacchia è infatti subentrato il professor Alessandro Rossi), ma dirige da 2 anni e mezzo la Scuola di Specializzazione in Psichiatria in regime di proroga. Negli ambienti universitari e non, ci si chiede se in base a un processo legittimo.
C’e’ chi, sempre nell’ambito universitario, ipotizza che la Roncone abbia conservato potere nonostante Di Orio e Cifone non ne gestiscano più in seguito alla vittoria di Paola Inverardi, subentrata come rettore dopo 9 anni.
Negli organici della Asl la Roncone è assegnata per metà tempo al reparto di Psichiatria e per l’altra metà come medico all’ex centro Smile, quello che era diretto dal compianto Rocco Pollice.
Tuttavia il suo ruolo sembra da chiarire, e, in tal senso, la posizione è al vaglio dell’amica Cifone, direttore del dipartimento universitario, e del dottor Vittorio Sconci, a capo del dipartimento di Salute mentale.
Per passare ai giorni nostri, non è stato preso bene il silenzio dell’Università: in molti auspicano che il rettore e i suoi collaboratori si diano una ‘sveglia’ insieme a collaboratori e consiglieri troppo “prudenti”.



