L’AQUILA – “Ci sono momenti di malessere non leggibili, nemmeno nei piccoli frammenti. La Bibbia, Cristo, la Chiesa e la fede sono come un grido di guerra contro la paura, nemico originario che si insidia nel cuore dell’uomo”.

Questo il pensiero che don Carmelo Pagano Le Rose, cappellano della Polizia di Stato della provincia dell’Aquila,  ha voluto condividere con tutti coloro che hanno riempito la chiesa di San Pio X per l’ultimo saluto ad Annamaria Chiacchia, la poliziotta di 52 anni trovata senza vita nei giorni scorsi, vicino la sua abitazione.

Un gesto estremo “inspiegabile per noi”, ha sottolineato don Carmelo, “solo Dio conosce i motivi della nostra sofferenza, solo il Signore riesce a leggere il nostro dolore”. 

“A volte, anche quando si ha una bella famiglia, amici veri e colleghi sinceri, risulta difficile navigare nel mare della vita se si è convinti che si sta procedendo contro corrente”, ha detto il cappellano della Polizia.

Ad accompagnare la 52enne nell’ultimo viaggio centinaia tra parenti, amici, colleghi e rappresentanti delle forze dell’ordine: Polizia di Stato, Esercito, i colleghi della Guardia di Finanza del marito Francesco, Polizia Penitenziaria, Carabinieri.

Con gli occhi lucidi, gli uomini e le donne della “sua” Stradale, hanno formato un lungo corridoio fino all’ingresso della chiesa per scortare Annamaria fino alla fine nel suo ultimo viaggio.

Al dolore del marito, dei figli e dei parenti, si è unito il questore del capoluogo abruzzese, Orazio D’Anna, che a nome di tutte le altre forze dell’ordine, del prefetto del’Aquila, Giuseppe Linardi, di tutti i parlamentari abruzzesi e delle istituzioni, si è stretto attorno alla famiglia.

Al termine della cerimonia, sulle note del “silenzio”, i poliziotti sull’attenti hanno salutato, con lo stesso rispetto e rigore che hanno caratterizzato la vita di Annamaria, la loro collega, con la certezza – come ricordato da don Carmelo – che “In paradiso si trova quella serenità spesso difficile da trovare nella vita terrena”.