L’AQUILA – È un’odissea tra le polveri venefiche quella degli aquilani tornati ad abitare in viale Francesco Crispi, alla Villa comunale, e coinvolti nel fenomeno delle demolizioni selvagge.

I cittadini hanno già denunciato più volte operazioni di abbattimento di edifici distrutti senza l’uso dell’acqua e ora si trovano di fronte a un nuovo problema: il tetto.

“Dalla demolizione delle parti danneggiate del tetto spunta quello che a noi sembra eternit che contiene amianto – spiegano inferociti – e ovviamente nessuno se ne occupa con la dovuta cautela ma viene rimosso a casaccio”.

A questo punto è sempre più probabile che i cittadini di quell’area si costituiscano in un comitato, come hanno già minacciato, per fare fronte comune e agire, anche per vie legali, contro chi inquina l’aria infischiandosene delle norme.

La battaglia per demolizioni controllate e con tutti gli accorgimenti opportuni è stata sposata anche dal Consiglio comunale: Ettore Di Cesare (Appello per L’Aquila) e Vincenzo Vittorini (Appello per L’Aquila) hanno proposto un calendario unificato per scoprire i furbetti di turno.

Una proposta raccolta dall’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, che ha promesso la rapida convocazione di un tavolo ad hoc. (alb.or.)