L’AQUILA – “Chi scappa dal Venezuela non può avere da parte i soldi per pagarsi un affitto all’Aquila. Chiedo a istituzioni e associazioni di dare un aiuto concreto all’Aquila a chi sta morendo di fame sotto la dittatura di Nicolás Maduro“.
Lo scrive ad AbruzzoWeb un cittadino aquilanpo di 38 anni, in riferimento all’iniziativa del Comune dell’Aquila che di recente ha messo a disposizione alla Fondazione Abruzzo solidale alcuni alloggi dei Progetti C.a.s.e. e M.a.p. in via prioritaria ai cittadini italo-venezuelani di origine abruzzese che fuggono dal Paese sudamericano.
A beneficiarne, aveva spiegato l’assessore comunale alle Politiche sociali Francesco Cristiano Bignotti, “sono persone che erano già presenti sul territorio prima che si mettesse a punto la convenzione e che erano ospitate in situazioni di fortuna. Intanto, i due appartamenti rimasti sono in via di occupazione”.
“Mi trovo nella situazione di dover cercare aiuto per delle persone in enormi difficoltà in Venezuela e sono rimasto deluso quando ho letto che l’aiuto da parte del Comune aquilano era fondamentalmente per chi è già presente in questo territorio”, racconta il cittadino a questo giornale.
Anche se l’assessore Bignotti, sempre ad AbruzzoWeb, aveva chiarito che sì, la convenzione è rivolta in via prioritaria ai cittadini italo-venezuelani di origini abruzzesi, “ma se ad esempio si fosse presentato un cittadino con origini diverse e ci fosse stata una disponibilità di case, lo avremmo accolto. Tutti quelli cui abbiamo dato un alloggio, però, sono di origini abruzzesi”.
L’affitto degli alloggi spetta alla fondazione Abruzzo solidale e viene calcolato in base al valore medio facendo riferimeto agli accordi territoriali.
Per Bignotti, comunque, “la maggior parte delle persone a cui sono stati assegnati gli alloggi in Venezuela aveva un lavoro, quindi si presume che abbia qualche risparmio per poter far fronte a delle spese”.
Una tesi che non trova d’accordo il cittadino aquilano, secondo cui “chi scappa dal Venezuela e magari guadagna 15 euro al mese non può avere i risparmi per potersi permettere di pagare un affitto qui in città, è semplicemente ridicolo. La situazione per i venezuelani è drammatica, non c’è pane né farina a sufficienza, né medicinali, né acqua potabile. Purtroppo questa iniziativa del Comune non riguarda il mio caso, ma spero comunque di trovare un’associazione disposta a darmi una mano concretra nel frattempo, o magari anche le istituzioni. Serve un aiuto concreto a questa povera gente, ai venezuelani che scappano dal Venezuela e che non hanno più niente”.



