L’AQUILA – “Basta speculazioni sulla delicata questione delle casette fai da te”.

A dirlo in un nota al vetriolo è Roberto Tinari, vice presidente del Consiglio comunale dell’Aquila ed esponente del Pdl, che da tempo si batte per una sanatoria non onerosa degli edifici provvisori realizzati a seguito del sisma del 2009, secondo quanto previsto e concesso dalla delibera comunale 58 del 2009. 

“È veramente umiliante e vergognoso anche per i cittadini aquilani – tuona Tinari – assistere a fughe in avanti di politici che, in prossimità della campagna elettorale, rivendicano determinate posizioni, dopo aver sempre dimostrato di pensarla in modo contrario. Mi riferisco a coloro che, con l’avvicinarsi delle elezioni regionali, cercano di far leva su situazioni emergenziali. Stavolta è il caso delle casette, mai affrontato seriamente, e soprattutto con serenità di giudizio, dall’Amministrazione comunale attiva. E purtroppo non è l’unico problema. Politicanti dell’ultim’ora e persone senza scrupoli, che sino ad ora hanno serbato sull’argomento l’assoluto silenzio oppure hanno tenuto posizioni di comodo”.

“Proprio ieri – continua Tinari – avevo preso posizione sulla vicenda i consiglieri comunali del Psi, che con il capogruppo Gianni Padovani hanno invitato al buon senso nel trovare una soluzione alla complessa vicenda e a non criminalizzare chi è stato costretto ad agire in una situazione di emergenza e che non può essere paragonato a un abusivo”.

“Questi manufatti sono stati realizzati dai nostri concittadini a spese proprie, con sacrificio, per avere un ricovero vista l’inagibilità della loro casa. Li ho sostenuti fin dall’inizio del loro dramma e solo ora arrivano dei signori che si accorgono che il problema esiste e che va affrontato. Dove sono stati sino ad ora? Cosa hanno fatto? Ho sempre detto e continuo a ripetere che la vicenda va affrontata, ma con serietà e capacità e non per fini propagandistici in prossimità di appuntamenti elettorali”.

“I cittadini Aquilani – conclude Tinari –  meritano di più. Già hanno subito un dramma devastante e hanno dovuto mettere mano al portafoglio per la realizzazione delle case rifugio. Dover fare i conti con la presa in giro da parte di chi, a parole, si schiera dalla loro parte (con le elezioni alle porte), dopo averli sempre ignorati, li riempie di sdegno. Uno sdegno che, peraltro, è generale. È ora di farla finita”.