L’AQUILA – Stanno pensando a un’azione collettiva contro la proprietà del “New Campus” di Preturo i genitori degli studenti universitari che dallo scorso settembre attendono di riavere la caparra per l’alloggio che hanno dovuto, loro malgrado, lasciare.
È un genitore, il padre di un ragazzo di Chieti, (che per il momento vuole restare anonimo) che ha deciso di prendere in mano la situazione e “contattare tutti gli altri genitori che come me vogliono riavere i 500 euro versati per la caparra”, spiega ad AbruzzoWeb.
La vicenda riguarda la chiusura improvvisa del campus universitario che fino a settembre del 2013 ha ospitato circa 300 studenti (con una capacità complessiva di 500 posti letto). Improvvisamente la società che possiede e gestisce la struttura, la F.B. Gestioni Immobiliari di Fabrizio Bucciolini, ha deciso di non rinnovare i contratti per il nuovo anno accademico.
Questo giornale, che si è occupato approfonditamente della vicenda, ha scoperto che dietro tutta la faccenda c’è un maxi contenzioso da circa 6 milioni di euro tra la stessa società che gestisce il complesso e i 44 fornitori che hanno eseguito i lavori di costruzione.
A denunciarlo è stato proprio uno dei fornitori che, a distanza di quattro anni (i lavori sono stati eseguiti nel 2010) attendono ancora di essere pagati, accanto ad alcune ditte che invece hanno già raggiunto degli accordi con la F.B. Gestioni immobiliari.
Quando il caso su questa chiusura improvvisa è stato sollevato, alcuni studenti hanno raccontato che la stessa società non avrebbe mai comunicato in maniera ufficiale che i contratti, in scadenza il 30 settembre, non sarebbero stati rinnovati.
I ragazzi hanno fatto le valigie, lasciato gli alloggi senza avere indietro la caparra versata nel momento di stipula del contratto.
Dal centralino della segreteria del Campus (un numero ancora attivo al quale risponde una persona) non danno risposte certe. “In questi mesi – spiega ancora il genitore dello studente – hanno continuato a dire che bisognava aspettare gennaio, quando sarebbero arrivate le bollette del gas per il conteggio esatto delle spese, che avrebbero poi detratto dalla somma della caparra. Ma ad oggi ancora non ci è arrivato un euro”.
Una cifra importante, quella che la proprietà deve agli studenti, visto che si tratta di 500 euro per circa 300 studenti (ammesso che tutti non l’abbiano ancora avuta indietro).
Soldi che si aggiungono al sostanzioso mutuo da 5,6 milioni di euro che la F.B. gestioni immobiliari ha contratto con la banca nella primavera di quest’anno per poter pagare i fornitori.
Mentre i genitori si organizzano per cercare di riottenere i soldi, continuano a farsi sempre più insistenti le voci della vendita di una parte del complesso a un fondo immobiliare, probabilmente straniero.
A caratterizzare la realizzazione del campus c’è anche un percorso autorizzativo con parecchi punti oscuri, a partire dal fatto che l’area su cui sorge ricade nei Peep (piani per l’edilizia economica e popolare), cioè destinata a ospitare case popolari.






