L’AQUILA – Allarme rosso per L’Aquila Calcio. Passi prendere cinque pappine a Brescia contro una squadra appena retrocessa dalla serie A. Ma beccarne altre tre a Teramo, contro una formazione di categoria inferiore, fa infuriare i tifosi, che la rivalità con i biancorossi la sentono, ma, soprattutto, fa drizzare le antenne in vista di un avvio di campionato ormai a un passo, il 4 settembre prossimo al “Fattori” contro il Campobasso.

È ancora calcio d’agosto, va bene. Ma certi risultati e un progetto tecnico che stenta a decollare, visto che la rosa è ancora incompleta, danno l’idea che non forse non era solo una provocazione la dichiarazione al vetriolo che il presidente rossoblù, Elio Gizzi, fece ad AbruzzoWeb un mesetto fa, quando era ancora viva l’ipotesi ripescaggio in Prima Divisione ma lui non trovava imprenditori disposti ad alimentare il sogno: “Vorrà dire che faremo la Seconda Divisione per non retrocedere e poi venderò la società”.

Il tiro è stato poi parzialmente corretto dallo stesso presidente e dai suoi dirigenti, che hanno parlato di un nuovo campionato più o meno ambizioso. Eppure, le prime mosse e i primi verdetti del campo vanno in direzione opposta.

L’Aquila doveva pagare lo scotto di aver creduto fino alla fine al ripescaggio e quindi una partenza per il ritiro con la squadra incompleta e con un tecnico che in caso di salto di categoria sarebbe stato sostituito ci potevano pure stare.

Ma ora non è più tempo di scherzare, si conosce il campionato, si conoscono gli avversari, Maurizio Ianni è a pieno titolo l’allenatore e deve poter guidare una rosa all’altezza della situazione. Il tracollo contro il Teramo non è venuto a ranghi al completo, altrimenti sarebbe un disastro, ma giocando con una formazione ancora sperimentale. Il problema è che tra dieci giorni chiude il calciomercato e le partite cominceranno a pesare tre punti.

Che campionato vuole fare L’Aquila? La società ha il dovere di essere chiara su questo punto, migliorando una comunicazione che nelle fasi concitate del ripescaggio ha fatto venire il mal di mare: lo facciamo, non lo facciamo, forse lo facciamo, infine no, non lo facciamo, mentre il sito della Lega annunciava la presentazione della domanda!

La gestione Gizzi può vantare una continuità di quattro anni, che mancava dai tempi di Michele Passarelli, e il risultato di aver riportato il sodalizio tra i professionisti anche se, va ricordato, con l’aiuto di un’ammissione d’ufficio e di un ripescaggio: campionati vinti sul campo non ce ne sono.

Nonostante quest’epoca sia stata felice e abbastanza lunga, impreziosita anche dall’essere stati in grado di reagire al terremoto, la società deve ancora strutturarsi, acquisendo una mentalità da professionisti e trovando al suo interno e con l’aiuto delle istituzioni la forza di portare avanti certi progetti interessanti che erano stati paventati. Per esempio il centro sportivo di proprietà da realizzare nel vicino comune di Pizzoli, su cui sembra calato il sipario.

Anche il settore giovanile, uno dei piatti forti del calcio meno spendaccione e più oculato che sarà, necessita di ritrovare spolvero. In Lega Pro i baby saranno sempre più merce rara da scovare e ambita per le società danarose di categoria superiore, ma L’Aquila non è ancora riuscita a sfornare il “suo” campioncino.

Tutto questo mentre atleti geograficamente aquilani si fanno strada in formazioni della stessa categoria dei rossoblù oppure ad altissimi livelli: si pensi a Lorenzo Del Pinto, classe 1990, figlio dell’ex rossoblù Luciano, che è andato a Chieti e indosserà il neroverde, o a Davide Di Fabio, nato nel 1992, forgiato dalla prolifica “cantera” del Fossa Valle Aterno (ex società del direttore generale, Fabio Aureli) e passato dalla Primavera del Milan al Sassuolo in serie B.

Nomi interessantissimi, ma questi e altri giovani atleti con la maglietta della prima squadra rossoblù non hanno giocato mai neanche un minuto. Possibile che nessuno si sia accorto di loro? Possibile che le squadre debbano essere composte sempre e solo da calciatori di fiducia della “scuderia” dell’uomo mercato Ercole Di Nicola?

Comunicazione, centro sportivo e settore giovanile sono solo alcuni esempi. L’Aquila Calcio ha i tifosi che la sosterranno sempre e il tessuto produttivo cittadino che non lo farà mai, questa è la situazione immutata e immutabile da decenni e confermata con il recente fuggi fuggi nelle settimane del ripescaggio.

In queste condizioni, la società ora è chiamata a diventare adulta. Se Gizzi se la sente, deve dirlo. Se non se la sente, ancora di più.

LA REPLICA DI GIZZI: NESSUN ALLARME, PUNTIAMO AI PLAY OFF

“Nessuna partenza lenta e nessun allarme rosso”.

Risponde così L’Aquila Calcio alle critiche sollevate oggi dall’articolo di AbruzzoWeb che ha voluto porre l’accento sul momento di stasi che sembra passare il club rossoblù dopo il sogno sfumato del ripescaggio e l’avvio di una nuova stagione in Seconda Divisione con qualche incognita, si guardi alla sconfitta per 3-1 in amichevole a Teramo, contro una squadra di serie D.

Questo giornale ha citato alcuni casi in cui la società è sembrata accusare passaggi a vuoto: la composizione della squadra, il settore giovanile, la comunicazione.

Punti su cui il presidente del club di via Ulisse Nurzia, Elio Gizzi, vuole dire la sua e ribadire: “Vogliamo disputare i play-off di Seconda Divisione”.

Annunciato anche l’ingresso, previsto per la prossima settimana, di nuovi imprenditori a rafforzare il sodalizio.

LA NOTA COMPLETA DELL’AQUILA CALCIO

Non ci sono né una partenza lenta né tantomeno un allarme rosso. La società è al lavoro, come tutte le altre, per allestire una squadra competitiva per il prossimo campionato.

Non ci pare né di essere fuori tempo, visto che il calciomercato chiude tra nove giorni, (l’anno scorso il 29 agosto furono ingaggiati Potenza e Falconieri) né di aver deluso sul piano sportivo vista la vittoria conquistata a Latina.

Il direttore sportivo Ercole Di Nicola (e chi, altrimenti?) è al lavoro in questi giorni per portare in rossoblu calciatori in grado di completare al meglio l’organico.

Si sbaglia di grosso se si vuole tracciare un bilancio negativo solo per la sconfitta a Brescia, contro una squadra fuori portata, e per quella in amichevole contro il Teramo.

Con i giovani giocatori aquilani citati nell’articolo sono state imbastite trattative che non hanno dato l’esito sperato, come è lecito che accada. Quanto all’esortazione del giornalista sulla necessità di chiarezza, ribadisco per l’ennesima volta, come già fatto a più riprese anche con la vostra testata, che la società sta operando per ripetere la splendida scorsa stagione che ci ha portato a disputare i playoff.

L’obiettivo, dunque, è chiarissimo. Sulla comunicazione, inoltre, non c’è stata alcuna confusione, se non quella creata ad arte da qualche testata giornalistica.

L’Aquila Calcio è stata chiara nei giorni che hanno preceduto le scadenze importanti per il ripescaggio e anche subito dopo la formalizzazione della lettera di disponibilità (concetto ben chiaro e distinto rispetto a quello di fidejussione) inoltrata alla Lega.

D’altronde a più riprese io stesso ho cercato di coinvolgere la città nel progetto ripescaggio senza ottenere alcun risultato.

La società, infine, è matura e adulta già da tempo, come dimostra il percorso di innegabile crescita culminato con la disputa dei playoff per la prima divisione. Nel corso della prossima settimana verranno ridefiniti gli organici e gli assetti societari con l’ingresso di importanti imprenditori.

Qualunque altra valutazione al di fuori di queste mi sembra assolutamente gratuita, fuori luogo, offensiva nei confronti di chi, da anni, sta lavorando per riportare il calcio aquilano ad alti livelli.

Più in generale ritengo, pur accettando volentieri ogni critica costruttiva, che qualunque considerazione vada posticipata almeno di qualche mese: a quando, cioè, anche il campo avrà dato i primi verdetti.

MERCATO: PRESO L’ATTACCANTE IMPROTA

Sarà Umberto Improta del Lanciano il prossimo attaccante che ingaggerà L’Aquila Calcio.

Il responsabile dell’area tecnica Ercole Di Nicola aveva preso contatti con lui e con o l’argentino Jesus Sebastian Vicentin, ex Avellino, ma alla fine ha chiuso per l’italiano.

Secondo alcuni rumors, però, a fine mercato potrebbe arrivare anche una prima punta da affiancare a Giuseppe Giglio.

Nel frattempo si cerca anche un attaccante giovane: in settimana si aggregherà la punta Luigi Lucas (classe 1992) di proprietà del Lecce.

Un altro under sarà acquistato , proveniente sempre  da squadre di serie A o B, nel ruolo di difensore centrale.

Invece sfuma l’ingaggio di Luigi Albano: il terzino (classe 1991) era vicino all’Aquila, ma poi ha accettato l’offerta di un contratto biennale dell’Ebolitana in cui ritrova il suo ex mister del Sapri.

Si aspettano, infine, le decisioni della Lega Pro che a giorni incontrerà l’Assostampa che proprorrà al presidente Mario Macalli di far scendere in campo due ragazzi nati nell’anno 1991 e un altro del 1990 al posto degli attuali tre della classe 1991.

In questo modo il portiere Andrea Testa (classe 1990) non avrebbe problemi a essere confermato tra i pali. (s.cas.)