L’AQUILA – Su proposta dell’assessore alla Pianificazione Pietro Di Stefano, la Giunta comunale dell’Aquila ha approvato una delibera che dà l’ok alle controdeduzioni alla variante al piano regolatore sulle cosiddette “aree bianche” con vincolo urbanistico decaduto che sono state normate l’anno scorso dall’amministrazione per la prima volta dopo 30 anni.
A gennaio c’era stata polemica da parte del Comitatus aquilanus per la stasi in cui versava questa importante norma che sblocca 7,3 milioni di metri quadrati di territorio fin qui non costruibile o affidato ai commissari.
L’assessore Di Stefano aveva risposto con durezza parlando di “un mese scarso di ritardo sulla tabella di marcia, contro gli oltre trent’anni che la storia ci ha consegnato”, ora i mesi sono diventati 2 ma finalmente la delibera bis ora può approdare in Consiglio.
La delibera si intitola “Piano regolatore generale – Norme tecniche di attuazione articolo 30 bis Zone di cessione perequativa degli standard urbanistici, in variante al Prg ai sensi dell’articolo 10 L.r. 18/83 nel testo in vigore – Approvazione controdeduzioni ( L.R. 12.04.1983, Art.10, co.5, nel testo in vigore)”.
Nello specifico la delibera, che è stata trasmessa al presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, per l’iscrizione all’ordine del giorno di una delle prossima sedute, riguarda l’approvazione delle controdeduzioni alle osservazioni alla variante delle aree cosiddette “a vincolo decaduto” e di recepimento dei pareri e nulla osta necessari.
Dopo il Consiglio, la variante sarà inviata alla Provincia dell’Aquila per la verifica del non contrasto con il Piano territoriale di coordinamento provinciale, cui seguirà l’approvazione definitiva.
“Si tratta – ha dichiarato l’assessore Di Stefano – del secondo passaggio del Consiglio, avendo il Comune pubblicato la variante a suo tempo approvata, ricevuto le osservazioni e analizzato la controdeduzione alle stesse”.
“Dopo questo passaggio e il certificato di non contrasto della Provincia, si potrà tornare in Consiglio per l’ultimo passaggio – conclude – Questo percorso mette fine a 30 anni di disattenzione del Comune sul problema che aveva generato decine e decine di commissariamenti”.




