MONTEREALE – Sono stati consegnati oggi dall’Anas i lavori di costruzione della bretella a monte dell’abitato di Marana di Montereale (L’Aquila), tra la vecchia SS 260 e la nuova arteria inaugurata il 22 maggio 2025.
Con la realizzazione di questa tratta stradale, sarà possibile proseguire in direzione Montereale, Capitignano, Amatrice senza dover fare la galleria di Marana, azione a tutt’oggi vietata dal senso unico in direzione L’Aquila.
L’importo dell’opera ammonta a 1,2 milioni di euro, la ditta esecutrice è la Mar appalti di Teramo, il tempo di esecuzione è di 200 giorni. La consegna è stata preceduta da alcuni lavori necessari a risolvere una interferenza con la condotta del gas che impediva l’esecuzione dell’opera.
“Oggi con la consegna dei lavori, il problema si avvia a soluzione”, è il commento, affidato ad una nota, di Pietro Di Stefano, già assessore al Comune dell’Aquila e prima ancora sindaco di Cagnano Amiterno “tra i protagonisti del collegamento stradale tra L’Aquila e Amatrice, nonché cicloamatore”, viene sottolineato nella nota.
A richiamare l’attenzione sulla necessità di questo intervento – rimarca nella nota – “fu un gruppo consistente di circa 100 cicloamatori; il 15 giugno 2025 si dettero dati appuntamento a piazza d’Armi, con un passaparola spontaneo, per raggiungere poi la piazza di Marana di Montereale e sollecitare a trovare al più presto una soluzione alla incomprensibile situazione determinatasi con l’apertura al transito del quarto lotto della strada L’Aquila-Amatrice”.
“Da quel momento – aggiunge – ai ciclisti fu impedito di raggiungere Montereale, Amatrice, Capitignano e i territori dell’alta valle dell’Aterno, se non percorrendo la lunga salita della Sp3, conosciuta come ‘Salita delle Castagne’, poi inerpicarsi ancora lungo la provinciale Umbro-Sabina sino alla località di Casale Bottone e ridiscendere verso l’abitato di Montereale. Un tracciato impegnativo per cicloamatori che amano la bici per fare attività motoria senza dover stressare il proprio cuore. Non da meno malumori serpeggiavano tra gli operatori economici e la popolazione di Marana per il fatto che il centro urbano veniva saltato per la presenza del divieto; anche il servizio pubblico risentiva di tale situazione in quanto doveva raggiungere la fermata in piazza e poi tornare indietro sino all’imbocco della galleria”.
“Sento davvero di ringraziare l’Anas che tra diverse difficoltà, si è fatta carico del problema e un ringraziamento particolare va all’ingegnere dell’Anas Paolo Dell’Unto che ha preso a cuore il problema seguendolo con scrupolo e sapienza tecnica. Oggi che il sogno della strada da L’Aquila a Amatrice diventa realtà, essa deve uniformarsi a una maggiore sicurezza dei tanti amanti della bici che percorrono la percorrono, perché essi sono parte del turismo che cresce di anno in anno in quanto amante della natura e visitatori dei centri del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga”, conclude Di Stefano.






