L’AQUILA – È morto stanotte Adolfo Di Muzio, 85 anni appena compiuti, personaggio storico dello sport aquilano, padre del collega del quotidiano del Messaggero, Antonio.
Ha iniziato giovanissimo la carriera calcistica nell’Oratoriana nella prima squadra guidata da sor Paolo Zazurian nel Dopoguerra, personaggio che ha lasciato una traccia indelebile nello sport aquilano e nell’opera salesiana dell’Aquila lanciando diversi atleti poi divenuti famosi.
Adolfo Di Muzio era il fratello più grande di una famiglia di calciatori (gli altri erano Anteo Di Muzio, acquistato dalla Lazio nel 1952 e scomparso proprio 20 anni fa) e Luigi Di Muzio, il più giovane che ha militato tantissimi anni nell’Oratoriana.
Fu acquistato dall’Aquila Calcio nel 1948 e nel club rossoblù ha disputato come stopper roccioso sei campionati a cavallo degli anni ‘50 tra la Promozione e la Quarta serie (l’attuale Seconda divisione).
Successivamente ha militato 2 anni nel Celano e un anno nel Guidonia. Contemporaneamente al calcio gareggiava anche nell’atletica dove ha vinto diverse manifestazioni cittadine sulla lunga distanza e nelle maratone.
Impiegato alla Sip (poi Telecom) ha conquistato da allenatore all’inizio degli anni 80 un Torneo interuffici.
Il suo fisico, minato da un rara malattia (l’acromegalia) che lo ha costretto negli ultimi venti anni sulla sedia a rotelle, non ha retto a una insufficienza cardiorespiratoria che lo ha stroncato in pochissimi giorni attorniato dalla moglie Luisa, dai figli Giovanni e Antonio e dai nipoti Alberto e Leonardo.
I funerali si terranno domani alle 11 nella chiesa di San Sisto. Alla famiglia le condoglianze della redazione di AbruzzoWeb.



