L’AQUILA – L’Aquila piange la scomparsa di Sergio Del Grande, gloria neroverde e storico punto di riferimento molti giocatori e allenatori di Rugby, che si è spento a 89 anni.
Ha giocato ed allenato della squadra di rugby nelle vittorie degli scudetti 1967 e 1968 con lui hanno giocato anche i fratelli Gaetano e Carlo.
I funerali si terranno domani, 29 giugno, alle 11.30, nella basilica di Collemaggio. Del Grande è morto dopo una breve malattia all’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila. Lascia la figlia Stefania, il fratello Carlo e la sorella Erminia, oltre a numerosi nipoti, e si ricongiungerà alla adorata e mai dimenticata moglie Concetta.
“A nome della Municipalità aquilana e a titolo personale porgo le più sentite condoglianze per la scomparsa di Sergio Del Grande, uno dei simboli dello sport cittadino”, scrive in una nota il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.
“Le sua passione e la sua competenza sono un segno indelebile nella storia del rugby aquilano: i successi di cui è stato protagonista hanno inaugurato una epopea che ha contrassegnato un’intera epoca e consentito di far conoscere il profondo legame esistente tra questa terra e la palla ovale al resto del Paese. Mi stringo al dolore dei familiari, dei compagni di tante battaglie sul campo e di quanti hanno incrociato il suo cammino”.
“La Federazione Italiana Rugby ha appreso con profonda tristezza della scomparsa di Sergio Del Grande, avvenuta a L’Aquila all’età di 89 anni”, si legge in una nota.
Storico giocatore e soprattutto tecnico del L’Aquila Rugby, aveva guidato il club neroverde alla conquista dei primi due scudetti: quello del 1967, vinto allo spareggio contro le Fiamme Oro, e quello del 1969.
Tra il gennaio ed il maggio 1972 era stato chiamato a guidare la Nazionale, condividendo il ruolo di tecnico e selezionatore con Gianni Del Bono e Umberto Levorato con i quali aveva guidato l’Italia in quattro test match di Coppa Europa, con una vittoria, una sconfitta e due pareggi.
Alla famiglia Del Grande vanno le più sentite condoglianze del Presidente federale, del Consiglio e dello staff della Squadra Nazionale.
Il vice presidente vicario e capo delegazione della Nazionale, Giorgio Morelli, dichiara: “Per ogni rugbista aquilano della mia generazione, di quelle che l’hanno preceduta e di quelle che sono seguite Sergio Del Grande è stato un punto di riferimento, un autentico Maestro del gioco. Fu il demiurgo di un gioco arioso, entusiasmante, di grande ritmo che ben si addiceva alle caratteristiche degli atleti del primo scudetto aquilano, su tutti Sergio Parisse Sr., padre di uno dei più grandi talenti espressi dal nostro sport. Condividevamo la passione per la montagna, di cui Sergio, instancabile attivista del Club Alpino Italiano, era esperto e innamorato. L’Aquila perde una delle figure storiche del proprio panorama sportivo, ma il lascito di Del Grande continuerà ad ispirare il rugby aquilano per molti anni a venire”.






