L’AQUILA – Un allenamento di scherma, uno scambio di sguardi coronato da un sorriso in un freddo pomeriggio aquilano, poi l’amicizia, che pian piano si è trasformata in amore, dalla lotta per le unioni civili, al “Sì” a palazzo Fibbioni, nel cuore del centro storico dell’Aquila, luogo simbolo di rinascita.
Poche tappe, ma ricche di significato, quelle che hanno caratterizzato il persorso del 27enne aquilano Daniele Visioni, dottorando dell’Università in Climatologia e Fisica dell’atmosfera e il 22enne Lorenzo Luna, orginiario di Rieti, laureando in Informatica, che venerdì pomeriggio si sono uniti in matrimonio tra l’emozione e le lacrime delle famiglie e degli amici, ma anche di molti cittadini, commossi dalla forza e dal coraggio dei due giovani, sulle notevolmente dei brani del Signore degli Anelli e dell’emozionante Hallelujah di Cohen.
“Abbiamo ricevuto tantissimi messaggi di auguri da perfetti sconosciuti, L’Aquila si è stretta intorno al nostro amore e questa è una cosa straordinaria, che non avrei mai immaginato quando con l’Arcigay partecipai a un corteo per i diritti civili proprio per le vie del capoluogo”, racconta ad AbruzzoWeb Visioni, che ieri sera ha proseguito i festeggiamenti per il lieto evento.
L’aquilano ripercorre i momenti chiave della storia con il suo compagno di vita: “Ho conosciuto Lorenzo mentre stavo facendo scherma, lui studiava qui all’Aquila ed era venuto per fare una prova, era dicembre di tre anni fa. Da allora abbiamo inizato ad avvicinarci, ma non è stato facile, mi ha fatto penare fino ad agosto – dice sorridendo il giovane aquilano, che proprio quando aveva deciso di andare a convivere è stato chiamato la prima volta in America per qualche mese di lavoro – Ma appena sono tornato, l’anno scorso, siamo andati a vivere insieme”.
Visioni ha ricevuto un’offerta di lavoro negli Stati Uniti come ricercatore alla Cornell University di New York, una notizia che ha accelerato i tempi per la data delle nozze. “Ne avevamo già parlato, stavamo pensando di sposarci, ma dovendo partire a novembre ho pensato di fissare prima il matrimonio, così Lorenzo potrà seguirmi senza problemi”, spiega.
Il 27enne sottoliea che “abbiamo fatto tutto alla luce del sole, i nostri genitori hanno saputo da subito che eravamo fidanzati e sono stati felici per noi. A volte non è semplice uscire allo scoperto, soprattutto quando si è piccoli, io avevo 16 anni quando ne ho parlato con i miei genitori, è stata dura all’inizio, ma poi ho capito che avevano solo bisogno di tempo. Ognuno ha il suo modo per metabolizzare, è soggettivo, ma questo non deve impedirci di vivere come vogliamo”.
Il segreto, dunque, sarebbe saper attendere.
Nonno Nello non ha potuto partecipare alla cerimonia, ma gli “abbiamo mostrato le foto e il video del nostro ‘Sì’ e lui, che ha 86 anni e che fino a qualche giorno prima non sapeva nulla, si è commosso”, racconta ancora.
Questo momento e il fatto che tantissimi aquilani abbiano inviato messaggi di auguri ai due ragazzi, “dimostra che molte cose dette sull’Aquila e sulla mentalità ‘chiusa’ dei cittadini non siano vere, anche in questo caso sono solo pregiudizi, è un mito che si è generato perché tutti credono che sia così, ma basta scuotere la ‘normalità’ per dimostrare che viviamo in una città libera in questo senso”.
Ma spesso per chi è considerato “diverso” non è facile sentirsi libero di potersi esprimere, per via di retaggi culturali che stanno cambiando lentamente.
Il problema spesso parte dalle persone omosessuali, nel senso che si ha paura che esporsi troppo sia controproducente. “Io non la penso così anzi, avere il coraggio di ‘uscire allo scoperto’ può far comprendere a noi stessi che la gente non ci giudica poi così tanto”, spiega.
La difficoltà maggiore nel fare coming out, come dichiara il 27enne, “non riguarda tanto la nostra generazione, quanto gli ‘anta’. Per loro è stato, ed è, molto più complicato, perché hanno vissuto momenti diversi e si sono scontrati inevitabilmente con una chiusura culturale figlia del tempo”.
Tutto per lanciare un appello a tutti coloro che ancora si nascondono, o non si accettano: “Non abbiate paura di vivere la vostra vita come volete, il giudizio è normale e anche giusto, in fondo siamo in un paese libero, ma il muro de pregiudizio pian piano sta andando in frantumi”, dice con soddisfazione.
L’aquilano, che sta scrivendo la tesi di dottorato e sta preparando tutte le carte per gli Stati Uniti, ammette di non aver molti giorni di “ferie” e per questo la luna di miele con Lorenzo sarà una fuga di 5-6 giorni a ridosso di ferragosto “in montagna, non so dove, amo l’alta quota, decideremo al momento”.





