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L’AQUILA – È il maltempo il primo colpevole del cattivo andamento degli affari, sulle nostre spiagge.
 
Sulle coste abruzzesi, infatti, la stagione fino a ora si è rivelata pessima: il turismo, di fatto, sembra essere inesistente e, da quanto appreso, sono gli stessi abitanti delle località marittime a tenere in piedi il mercato, con l’affitto degli ombrelloni.

Le cattive condizioni climatiche unite alla crisi che, mai come quest’anno, si sta facendo sentire, anche sotto l’ombrellone, hanno prodotto, nelle ultime estati, un peggioramento progressivo, che a luglio ha toccato il suo apice.

È quanto emerge da un’inchiesta sulla stagione balneare, raccontata dagli stessi proprietari degli stabilimenti che, senza remore, hanno svelato tutti i problemi e le questioni irrisolte che li coinvolgono direttamente, come commercianti ma soprattutto come cittadini.

Gli affari a Pescara si muovono in linea con gli anni scorsi, anche se la situazione potrebbe essere migliore. A non mancare sono coloro che abitano in città o nei dintorni, ma i veri turisti, quelli che vengono da altre località sono in netto calo.

“Le ragioni possono essere individuate nel problema dei parcheggi e nel fatto che, in una città di 200000 abitanti, ci sono solo 800 posti letto, negli alberghi”, dice Lorenzo, lavoratore dello stabilimento “Plinius” di Pescara.

La vicina Montesilvano si trova in condizioni simili.

“Quando c’è bel tempo qui va bene ma, quest’anno, ci sono state temperature basse e abbiamo registrato un lieve peggioramento rispetto agli anni passati”, afferma Eugenio Stromei, responsabile dello stabilimento  balneare “La Bussola” di Montesilvano (Pescara).

“A Montesilvano, fondamentalmente gli alberghi ci sono, il grande problema sono i parcheggi. Ad agosto è quasi impossibile trovare un parcheggio, per non parlare della domenica. Se una persona gira a vuoto senza trovare mai un posto libero, sotto 35 gradi, avendo magari, bambini nell’auto…passa davvero la voglia di andare al mare!”.

Situazione diversa, invece, sulla costa chietina, a Casalbordino, dove dice il presidente del sindacato dei balneatori, Siba, Alfredo Dirito, “i parcheggi mancano da sempre, ma non è quello che ha causato un minore afflusso di turisti. È che la crisi si fa sentire: se c’è la disoccupazione, se ci sono meno entrate, le persone spendono di meno e, da parte nostra, noi commercianti non possiamo far pagare di meno di una certa cifra, perché anche noi dobbiamo affrontare dei costi”.

“Ho notato – prosegue – un forte pendolarismo rispetto all’anno scorso: la gente viene al mare solo per una giornata e poi va via e, così, la sera si lavora molto di meno. A luglio, gli affari sono andati male, anche a causa del tempo mentre ad agosto di gente ce ne è, ma è di meno rispetto agli anni passati: vedo molti appartamenti sfitti e gli alberghi non hanno registrato il massimo delle presenze, prassi di questo periodo”.

“Tra l’altro il fatto è che, anche se la gente c’è – precisa Dirito – cerca di spendere il minimo indispensabile: magari prendono l’ombrellone con un solo lettino, invece che due, portano il pranzo da casa e non vanno al ristorante. Sono lontani, inoltre, i tempi in cui i turisti restavano in vacanza per due settimane, ora si fermano giusto 3 o 4 giorni con un massimo di una settimana”.

“Il nostro sindacato e l’amministrazione locale – aggiunge – stanno cercando di fare il possibile per porre rimedio a questa situazione: si sta organizzando la notte bianca, per esempio, oppure è diventata ormai una consuetudine il mercatino del giovedì e noi commercianti, cerchiamo di offrire più servizi, come, per fare un esempio, l’animazione in spiaggia”.

“Tra le altre cose, qui a Casalbordino, – afferma il balneatore – abbiamo spiagge poco ampie, a causa dell’erosione, e questo finisce per privilegiare località, come Vasto, che invece vantano spazi più grandi. L’anno scorso è stata approvata una manovra per sistemare la spiaggia ma mancano i finanziamenti per cui, alla fine, almeno quest’anno, non si è potuto fare niente”.

“Comunque, – conclude – se si pensa che regioni come la Liguria, il Lazio o la Toscana hanno avuto una forte inflazione, la Toscana addirittura è arrivata a meno 35 per cento; nel contesto nazionale siamo ancora fortunati”.

Donatella Del Casale, titolare del ”Bar Strinella”, stabilimento del lungomare di Vasto, afferma, invece, che “la stagione poteva senza dubbio andare meglio ma non c’è da lamentarsi. A giugno il tempo è stato brutto ma a luglio si è recuperato”.

Anche qui, però, i clienti non vengono da fuori città: “Solo nel mese di agosto vediamo qualche turista in più”, dice.

“Il nostro target – spiega – va, comunque, da persone adulte, nostri affezionati da anni, essendo il nostro stabilimento, il secondo ad aver aperto a Vasto, a gruppi di ragazzi che affittano l’ombrellone, ma si tratta, per lo più di gente del luogo”.

Nella provincia di Teramo, la stagione, seppur difficile, sembra avere risvolti più positivi, almeno per alcune zone che riscuotono più successo tra i turisti.

“Le condizioni – dice un balneatore di Alba Adriatica – sono, in linea di massima, le stesse dell’anno scorso, c’è un lieve peggioramento, legato ai soliti fattori della crisi e del mal tempo ma Alba Adriatica mantiene una buona posizione. L’amministrazione potrebbe fare qualcosa ma non ha fondi, né idee”.

A Giulianova (Teramo) si disegna un quadro più grave: il maltempo e la crisi, unita a un mancanza di strutture che accolgano i turisti ha fatto sì che i balneatori lavorino molto di meno, rispetto agli anni precedenti e che, come su tutte le spiagge d’Abruzzo, siano i residenti a far registrare i numeri maggiori per le presenze.

“Non è mai capitato che il 5 agosto non ci fosse nessuno, nonostante il bel tempo”, dice Marta Di Pasquale, figlia della titolare dello stabilimento “La conchiglia” di Giulianova.

“Questo testimonia che, – prosegue –  nonostante il maltempo abbia fatto la sua parte a luglio, la gente non ha soldi da spendere”.

“Noi lavoriamo molto con le persone del luogo  – aggiunge Di Pasquale – e questo, se da un lato è positivo perché crea una certa continuità, dall’altro limita le vendite ai bar. La gente preferisce fare qualche sacrifico come stringersi sotto l’ombrellone o portarsi il cibo da casa”.

L’istituzione dei parcheggi a pagamento, operativi dal 25 luglio, ha ulteriormente danneggiato il turismo secondo chi vive d

“Il fatto di pagare per avere un servizio scadente, – afferma – vale a dire un parcheggio non custodito e sotto il sole, ha suscitato malcontento, sia tra i turisti, sia tra gli stessi giuliesi, che per non pagare altre ore di parcheggio, vanno via dalla spiaggia prima del solito”.

“Anche se sono a pagamento, tra l’altro, – svela la commerciante – non è detto che si trovino i parcheggi per l’auto: è un vero stress! E le persone ci confidano che l’anno prossimo sceglieranno località più comode”.

“La tassa è stata applicata solo a Giulianova – conclude – e i giuliesi si lamentano dicendo che sarebbe stato meglio accogliere la proposta di istituire una tassa di soggiorno, del valore irrisorio di cinquanta centesimi; questo non avrebbe influito sul turismo della nostra città e, nel frattempo, avrebbe aiutato il comune ad avere entrate utili”.  

Anche a Tortoreto, dice Simone Sardini, titolare dello stabilimento “Antares” “la stagione va male, la gente non c’è e la crisi ha portato un netto calo di affluenze. I clienti, per lo più famiglie, vengono per meno tempo, passeggiano sul lungomare o sulla battigia ma difficilmente si fermano ai bar degli stabilimenti”.

“L’amministrazione non solo non aiuta ma distrugge”, afferma.

“Ha accentrato le poche manifestazioni – spiaga – che dovrebbero attrarre i turisti, solo in una zona centrale e, tra altro, sono eventi poco interessanti, che non attirano il turista”.