ROMA – Proseguono le proteste in Iran. Nella notte di sabato, gli slogan antigovernativi hanno riempito le strade della capitale iraniana Teheran, mentre i manifestanti incitavano al più grande movimento contro la repubblica islamica degli ultimi tre anni, nonostante una repressione forte sotto la copertura di un blackout di Internet, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Afp.
Intanto il numero di persone uccise nelle proteste sale a 466: lo afferma l’agenzia statunitense Human Rights Activists News Agency (Hrana), citata dai media internazionali.
L’Iran ha attribuito agli Stati Uniti la responsabilità delle manifestazioni scoppiate due settimane fa nella capitale a causa delle difficoltà economiche e da allora alimentate in tutto il paese con richieste di estromissione delle autorità religiose.
Le autorità iraniane hanno promesso una feroce repressione contro quelli che chiamano “vandali”, “criminali”, “rivoltosi” e “terroristi”, facendo temere agli attivisti un’ondata di condanne a morte. Chiunque prenda parte alle proteste sarà considerato nientemeno che un “nemico di Dio”, ha tuonato il procuratore generale Mohammad Movahedi Azad.
Secondo quanto riportato da Afp e confermato da immagini e testimonianze verificate da media internazionali, nella notte di sabato la risposta dello Stato avrebbe fatto segnare un salto di qualità. Le forze di sicurezza avrebbero intensificato l’uso della forza in diversi quartieri della capitale, ma anche in grandi centri come Mashhad, la seconda città del Paese. Diversi video mostrano scontri violenti, colpi d’arma da fuoco, barricate improvvisate e veicoli in fiamme. In alcune zone di Teheran, come Gisha e Punak, i manifestanti sarebbero riusciti per ore a prendere il controllo delle strade, urlando slogan contro il regime.
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Sangue sulle proteste in Iran, il bilancio sale a 466 vittime. Migliaia di arresti
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Sangue sulle proteste in Iran, il bilancio sale a 466 vittime. Migliaia di arresti
Manifestazioni a Teheran contro la Repubblica islamica, Internet bloccato da più di 60 ore. Tel Aviv in massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti a Teheran
11 gennaio 2026, 16:45
Redazione ANSA
Immagini dalla repressione iraniana – RIPRODUZIONE RISERVATA
Il numero di persone uccise nelle proteste in Iran sale a 466: lo afferma l’agenzia statunitense Human Rights Activists News Agency (Hrana), citata dai media internazionali.
Per approfondire Agenzia ANSAIl Papa, in Iran e in Siria si percorra la via del dialogo – Vaticano News – Ansa.it”Il mio pensiero si rivolge a quanto sta accadendo in questi giorni in Medio Oriente, in particolare in Iran e in Siria, dove persistenti tensioni stanno provocando la morte di molte persone.
La maggior parte delle persone è stata uccisa da munizioni vere o da colpi di arma da fuoco a pallini, prevalentemente da distanza ravvicinata, secondo cui 37 delle vittime sarebbero membri delle forze armate o di sicurezza, mentre una di loro è un pubblico ministero. L’Hrana ha anche riferito che 2.638 persone sono state arrestate
Personale sanitario, che ha parlato in forma anonima, descrive ospedali al collasso e corpi arrivati con ferite da arma da fuoco alla testa e al torace, spesso di giovani tra i 20 e i 25 anni.
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, avverte gli Stati Uniti che qualsiasi attacco statunitense porterebbe a una reazione contro Israele e le basi militari statunitensi nella regione, definendole “obiettivi legittimi”.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che il suo Paese è “pronto ad aiutare” il movimento, dopo aver avvertito che l’Iran era in “grossi guai” per i suoi sforzi nel reprimere le proteste.
Israele è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran: lo scrive Reuters online, citando tre fonti israeliane informate. Le fonti, presenti alle consultazioni sulla sicurezza israeliana nel fine settimana, non hanno fornito dettagli su cosa significhi concretamente la condizione di massima allerta di Israele.
Sabato, il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il segretario di Stato americano Marco Rubio hanno discusso della possibilità di un intervento statunitense in Iran, secondo una fonte israeliana presente alla conversazione.






