L’AQUILA – “Archiviate la posizione di Ettore Barattelli nell’inchiesta G8″. Questa la richiesta che l’avvocato dell’imprenditore aquilano, Attilio Cecchini, ha inoltrato ai Pm della procura dell’Aquila dopo le due ore di interrogatorio di oggi pomeriggio.
Barattelli è indagato per abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta relativa agli appalti del G8 e della ricostruzione post-sisma e oggi ha risposto alle domande formulate dal Procuratore capo della Repubblica dell’Aquila e responsabile della distrettuale antimafia del capoluogo, Alfredo Rossini, e del sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia, Olga Capasso, quest’ultima distaccata all’Aquila per coordinare le varie inchieste sulla criminalità organizzata nell’ambito degli appalti post-terremoto.
BARATTELLI: ”CHIARITO TUTTO E LASCIATA UNA MEMORIA”
“Ho ribadito quanto già detto nelle precedenti dichiarazioni spontanee – ha detto Barattelli all’uscita dalla stanza dei due pm – fornendo precisazioni che mi sono state richieste dal magistrato circa gli appalti nei quali il Consorzio Federico II non rientra assolutamente in quanto lo stesso è un centro servizi per gli associati. Sono sereno, ora aspetto con fiducia che ci sia l’archiviazione della mia posizione”.
“Gli unici affidamenti – ha proseguito – sono solo i puntellamenti di cui la Bpt non rientra. Ho fatto quindi queste precisazioni e ho lasciato una memoria tecnica nella quale sono illustrati tutti quelli che erano i percorsi giuridici degli appalti delle aziende consorziate”.
Alla domanda dei giornalisti se era a conoscenza che Riccardo Fusi fosse presidente della Btp, Barattelli ha risposto: “Sì lo sapevo, ma non ero a conoscenza dei suoi rapporti con Denis Verdini, l’ho appreso solo successivamente quando sono stato informato dell’idea di presentare il Consorzio come poi è avvenuto, nell’appuntamento preso dall’onorevole Verdini”.
Barattelli, presidente del Consorzio Federico II, non aveva potuto rispondere alla convocazione dei giudici del 18 ottobre scorso, per gravi motivi di famiglia legati ad un grave malore che ha colpito la madre.
“Potevo essere anche il presidente di un consorzio con cento aziende – ha proseguito Barattelli in relazione alla Btp -, ma non posso rispondere dell’attività e dell’azione di imprese nei loro territori. Ho ripetuto ai Pm, ai quali ho consegnato la documentazione precisa, che il consorzio Federico II non ha vinto appalti pubblici e che l’impresa della mia famiglia ha avuto subappalti chiari e regolarmente autorizzati nell’ambito dell’emergenza e della ricostruzione”.
Nel sottolineare di aver visto una sola volta Fusi, Barattelli ha confermato “stima e rispetto del lavoro della Procura aquilana teso a tutelare la nostra città e il nostro territorio”.
LE DISERZIONI DI FUSI E VERDINI
Durante l’interrogatorio il sostituto Capasso ha chiesto a Barattelli chiarimenti sull’incontro a palazzo Chigi alla presenza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, Verdini e Fusi, e sui rapporti economici tra questi ultimi.
Il 18 ottobre erano stati convocati anche gli altri due indagati, Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl, e Fusi, il presidente dimissionario della Btp, impresa che fa parte del consorzio Federico II. Entrambi non si sono presentati all’appuntamento.
Le indagini sono tese a provare, oltre all’abuso d’ufficio, anche la corruzione nell’ambito di presunti favori ottenuti nella realizzazione di opere dopo il sisma dell’aprile 2009. Secondo l’accusa, Fusi e Barattelli, che insieme ad altre due imprese aquilane, Vittorini Emidio ed Equizi-Marinelli, dopo il terremoto hanno costituito il consorzio Federico II, sono riusciti ad aggiudicarsi appalti grazie ai buoni rapporti intrattenuti con personaggi politici nazionali, tra i quali Verdini.
CECCHINI CHIEDE L’ARCHIVIAZIONE
L’AQUILA – L’avvocato Attilio Cecchini, legale dell’imprenditore aquilano Ettore Barattelli, presidente del consorzio Federico II, nel corso dell’interrogatorio che si è svolto nel pomeriggio all’Aquila ha chiesto ai Pm l’archiviazione della posizione del suo assistito, indagato per abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per il G8 dell’Aquila e per la ricostruzione post-terremoto.
La richiesta di stralciare la posizione di Barattelli da quella degli altri due indagati, Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl, e Riccardo Fusi, il presidente dimissionario della Btp, impresa che fa parte del consorzio Federico II, è stata motivata dall’avvocato Cecchini con il fatto che il suo assistito si è reso sempre disponibile e inoltre ha mostrato collaborazione fornendo indicazioni e documentazione ufficiali sull’attività del consorzio.
Nella memoria difensiva consegnata oggi, oltre a sottolineare che il Consorzio non ha vinto appalti pubblici banditi dalla Protezione civile, si sottolinea che “il Consorzio svolge servizi tecnici e logistici alle aziende consorziate che ne fanno richiesta e che in autonomia, possono partecipare ad appalti pubblici e privati indipendentemente dalla struttura consortile”.
“L’unico appalto pubblico in cui rientra l’azienda Btp Spa è quello della scuola Carducci, del quale però la stessa detiene una quota del 16 per cento. Se si esaminano le graduatorie di aggiudicazione degli appalti reperibili sul sito della Protezione civile si evince come, su oltre un miliardo e cento milioni di euro di lavori appaltati a circa 1.800 ditte tra appaltatrici e subappaltatrici, l’azienda Btp, pur partecipando a diverse gare, risulta aggiudicataria di soli 1 milione 129 mila euro, cioè lo 0,1 per cento del totale generale, a fronte di altri gruppi imprenditoriali che risultano aggiudicatari di diversi appalti per importi ben 50/80 volte superiori”.
”NESSUN AFFARE TRA FEDERICO II E PROTEZIONE CIVILE”
L’AQUILA – Nessun affare tra il Consorzio Federico II e la Protezione civile. Questa la tesi difensiva che l’imprenditore aquilano Ettore Barattelli ha esposto ai pm della Procura dell’Aquila durante l’interrogatorio di oggi.
Al termine dell’incontro, il costruttore ha diffuso una nota in cui riepiloga l’operato del Consorzio.
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