ROMA – Intensa giornata istituzionale romana, quella odierna, per la Regione Abruzzo. 

Oggi, infatti, fra i vari punti all’ordine del giorno della Conferenza delle Regioni vi era quello inerente il parere sullo schema di decreto del presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, recante “Individuazione della capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili in esercizio o autorizzati a livello nazionale”, meglio noto come “Decreto Inceneritori”. 

In tale occasione la Regione Abruzzo, rappresentata dal sottosegretario con delega all’Ambiente, Mario Mazzocca, ha confermato il proprio parere negativo sul detto Decreto, parere per altro già formulato in sede di Commissione Ambiente nel settembre del 2015.

Lo schema, viene ricordato in una nota, prevede l’insediamento di un inceneritore sul territorio regionale abruzzese. 

“Il decreto – interviene il sottosegretario Mazzocca – contiene la previsione localizzativa di un ‘Impianto di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili’ proprio in Abruzzo; abbiamo dissentito dalle valutazioni effettuate dal Governo, generate dall’esame di dati tecnici non perfettamente allineati con quelli a nostra disposizione, soprattutto poiché riteniamo non adeguatamente considerate le particolari ed intrinseche condizioni del nostro territorio regionale, sia sotto il profilo geomorfologico che microclimatico, che lo rendono pressoché unico nel panorama nazionale. Inoltre, l’atto di indirizzo finalizzato alla compiuta definizione del nostro ‘Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti’ non prevede la realizzazione in Abruzzo di inceneritori o termovalorizzatori di sorta. Negativamente si sono espresse anche le regioni Molise, Marche, Umbria e Lombardia”. 

Nel pomeriggio, nella Conferenza Stato-Regioni, ci si è soffermati particolarmente sull’argomento specifico inerente l’individuazione della capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani, tema che ha alimentato una serrata discussione; il presidente Bonaccini, a tal riguardo, ha riferito sul parere favorevole a maggioranza di 15 Regioni, per altro condizionato all’accoglimento di emendamenti ed osservazioni, ha comunicato il parere negativo delle restanti 5 regioni fra cui l’Abruzzo ed ha ribadito la richiesta dell’istituzione di una ‘Cabina di Regia’ già in precedenza chiesta dalle Regioni. 

Il ministero, quindi, ha ribadito il proprio pronunciamento circa il semplice e parziale accoglimento di alcuni emendamenti; per tali osservazioni il ministero si è già espresso, così come sulla cabina di Regia, sulla quale lo stesso ministro Galletti, nello scorso mese di dicembre, l’aveva accolta ma solo in fase di attuazione del Dpcm. 

Anche al fine di “non inasprire il confronto” e su espresso invito del presidente Bonaccini a “guardare bene gli emendamenti”, ricordando al contempo che attualmente sono 15 le Regioni che hanno reso sì parere favorevole ma decisamente condizionato, è intervenuto il sottosegretario Bressa che ha proposto di rinviare il punto ad una Conferenza Straordinaria che si terrà probabilmente il prossimo 29 gennaio.

ACERBO (PRC), ”ABRUZZO SI MOBILITI, RENZI PER NOI E’ UN PERICOLO”

“Il governo Renzi e il Partito democratico sono al servizio della lobby degli inceneritori. E allora, in Abruzzo comincia una nuova battaglia”.

Lo afferma in una nota, Maurizio Acerbo, della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista, ex consigliere regionale e comunale a Pescara con Rifondazione comunista. 

“Nel corso degli anni, forze come Rifondazione comunista e ambientalisti sono riusciti a sventare in Abruzzo numerosi tentativi della lobby dei rifiuti di realizzare inceneritori – afferma Acerbo -. Se con Ottaviano Del Turco alla presidenza regionale fu un nostro emendamento a impedire il via libera, con la Giunta di centrodestra di Gianni Chiodi fu non solo la nostra battaglia consiliare ma anche una provvidenziale inchiesta della magistratura a mettere mano alla questione. Ed anche se non ebbe esiti penali, rivelò il tipo di confronto in atto tra politica e imprese”.

“Ricordiamo chiaramente – prosegue – che un noto imprenditore dei rifiuti, Rodolfo Di Zio, spiegava che non bisognava aumentare la raccolta differenziata perché altrimenti non ci sarebbe stato abbastanza combustibile per l’impianto da realizzare. Ci voleva il Pd al governo nazionale con Renzi per imporre dall’alto con il decreto Sblocca Italia impianti non solo pericolosi per le emissioni inquinanti ma anche in contrasto con una moderna gestione del ciclo dei rifiuti”.

“Al business delle discariche si sostituisce quello dell’incenerimento, ma il risultato è che continueremo ad avere percentuali basse di raccolta differenziata. Il parere positivo dato oggi dalla conferenza Stato-Regioni è un altro passo verso l’attuazione del decreto Sblocca Italia”, continua poi Acerbo.

“Quella del governo Renzi è una politica contro i cittadini e l’ambiente. Infatti ha dell’incredibile che il ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti, del Nuovo centrodestra, sponsorizzi la realizzazione di impianti di incenerimento mentre nel mondo si discute di strategia rifiuti zero”, conclude l’esponente di Rifondazione comunista.