PESCARA – Prosegue la dodicesima edizione de “il Fiume e la Memoria Festival”, diretto da Milo Vallone, realizzato con il sostegno del Comune di Pescara, Assessorato al Turismo.

Venerdì 3 settembre andrà in scena lo spettacolo dal titolo “il Signor Porcelletti”, da Molière.

Che succede se un padre decide di dare la figlia in moglie ad un provinciale? Che questi, arrivato in città con le migliori e più serie intenzioni, diventa il bersaglio, il gioco, il palese oggetto di divertimento per tutti coloro che non desiderano il matrimonio.

Lo scherzo continuo si spinge fino al punto da fargli temere di essere condannato a morte, in una girandola  continua di situazioni paradossali ed esilaranti.

La pièce è tratta dal testo “Monsieur de Pourceaugnac” di Molière e sarà ambientata nell’Italia degli anni ’60, accentuando così il carattere burlesco della commedia molieriana.

“Il testo è stato adattato e ambientato nella prima metà degli anni ’60 – afferma Vallone – per restituire quel senso di attualità che l’opera di Molière esprime. Da un lato abbiamo la consueta forza dell’amore di due giovani che vedono contrastato il loro rapporto dalla rigida volontà paterna della ragazza e dall’altro, col nostro adattamento, mettiamo sotto i riflettori il pesante ruolo che nelle società di tutti i tempi hanno avuto e ancora hanno il pregiudizio di taluni e le cosiddette malelingue”.

“Nel nostro spettacolo  – prosegue il regista – si ritrovano uniti tutti i giovani e meno giovani di un non meglio identificato paese del centro sud della provincia italiana per contrastare il matrimonio tra un incolpevole signor Porcelletti e la bella Giulia a favore dell’amore tra quest’ultima e il giovane Egisto. Metteranno in moto una serie di raggiri e diranno tante di quelle maldicenze sul suo conto da far loro raggiungere l’intento”.

“La prima metà degli ‘anni 60’ – conclude Milo Vallone – ci sembra sintetizzare al meglio questo ancora attuale spaccato della provincia italiana e lo spettacolo sarà pertanto costellato dai riferimenti musicali e visivi tipici di quel periodo.”