PESCARA – Tempo di esami anche per le università abruzzesi. E i voti degli atenei di Chieti-Pescara e dell’Aquila non sono tanto lusinghieri, sprofondate come sono in fondo alla classifica delle università di grandi dimensioni. Molto meglio va all’Università di Teramo, in quarta posizione nella classifica dei piccoli atenei.
Male tutti e tre i poli accademici regionali, invece, per quanto riguarda la qualità e la quantità della ricerca prodotta, quasi sempre nella medio-bassa posizione.
La poco lusinghiera classifica è stata stilata dal Censis ed è relativa all’anno accademico in corso, quello 2015-2016.
Due delle università abruzzesi sono inserite nella graduatoria delle “grandi”, che contano tra i 20 mila e i 40 mila iscritti.
Sul podio si piazzano Perugia con 96 punti, Pavia con 94,4 e l’università della Calabria con 91,4. A seguire le università di Parma, Genova, Verona, Roma Tor Vergata, Cagliari, Milano Bicocca, Salerno, Messina e Roma Tre.
L’Università dell’Aquila è addirittura terzultima, con 76,6 punti, quella di Chieti-Pescara penultima con 75,6 punti. Peggio di loro solo l’università di Napoli II con 70,2 punti.
Scorporando il dato si osserva che il punteggio più basso registrato all’Aquila è quello relativo alle strutture, pari a 66 punti, e ai servizi, 73.
È chiaro, dunque, che determinanti sono ancora i danni alle sedi causate dal terremoto del 6 aprile 2009 e la logistica ancora in parte significativa di emergenza.
Idem, però, anche per la D’Annunzio: le performance peggiori sono quelle dei servizi e delle strutture, in entrambi i casi con punteggio 72.
Per quanto riguarda l’internazionalizzazione, meglio L’Aquila con 73 punti rispetto alla “D’Annunzio”, 71, ma la distanza da altri atenei resta considerevole: si pensi ai 97 punti di Pavia, ai 93 di Genova, ai 90 di Perugia.
Voti molto più lusinghieri, invece, per l’Università di Teramo, che si piazza al quarto posto nella classifica dei “piccoli atenei”, ovvero delle 13 università italiane che non superano i 10 mila iscritti.
Al primo posto troviamo Camerino con 96,2 punti, seguita da Macerata, 89,6, e l’università della Basilicata con 86,2. Subito dopo c’è appunto quella teramana con 85. Fanalino di coda l’Università del Sannio con 72,2 punti.
Spacchettando il dato, si osserva però che l’università di Teramo è prima in assoluto per quanto riguarda le strutture, con ben 105 punti, penultima invece per quanto riguarda i servizi, con appena 69 punti.
Il Censis ha poi stilato una classifica specifica della qualità della ricerca scientifica, ambito per ambito. E anche in questo caso le università abruzzesi sono quasi sempre in media bassa classifica, anche se qualche eccezione incoraggianti.
Su 50 Università, nell’area di ricerca delle Scienze matematiche e informatiche, L’Aquila è 13ª, Chieti-Pescara penultima, al 49° posto.
L’Aquila, poi, nell’area scienze fisiche su 41 università è 34ª, in scienze chimiche 32ª su 47, terz’ultima su 51 atenei nella ricerca in scienze biologiche, e ancora una volta terz’ultima su 44 atenei per la ricerca in scienze mediche.
Male anche Chieti-Pescara: nella ricerca in scienze chimiche è terzultima, ultima insieme a Parma nella ricerca in scienze della Terra, su 30 atenei, meglio va nella ricerca in scienze mediche, 22ª su 44 atenei.
Teramo invece è 13ª nella ricerca nell’ambito delle scienze agrarie e veterinarie, su 28 facoltà.
Per quanto riguarda la ricerca scientifica nell’ambito dell’ingegneria civile e dell’architettura su 41 facoltà L’Aquila è al 17° posto, e considerando che c’è una ricostruzione post-sisma in corso ci si poteva attendere qualcosa di più. Chieti Pescara però è addirittura ultima.
Passando alle materie umanistiche, per quanto riguarda la ricerca in Scienze dell’antichità, filologiche, letterarie e storico-artistiche su 50 facoltà, Pescara-Chieti è 33ª L’Aquila 39ª, Teramo 47ª.
In scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche, su 52 facoltà L’Aquila è 25ª, Chieti Pescara 36ª.
Su 42 facoltà nel campo della ricerca delle scienze giuridiche L’Aquila è al 25° posto, Teramo al 32° posto.
Male anche la ricerca in scienze economiche e statistiche con L’Aquila, Teramo e Chieti-Pescara in fondo alla classifica dei 55 atenei, assieme all’università del Salento. Infine scienze politiche e sociali: su 42 facoltà, Teramo è al 32° posto, Chieti-Pescara quartultima.
Le università nel loro complesso sono state giudicate in base a cinque parametri: i “servizi”, come per esempio le mense attive, i pasti erogati, il numero di posti letto per gli iscritti da fuori regione, le “borse e contributi”, ovvero la spesa degli atenei e degli enti del diritto allo studio per interventi a favore degli studenti, le “strutture”, con punteggi assegnati in base ai posti disponibili nelle aule, nelle biblioteche e nei laboratori.
Infine il “web”, con punteggi ai siti Internet degli atenei, in base a 86 indicatori, dalla funzionalità ai servizi online, per esempio l’iscrizione e pagamento tasse, passando per l’accessibilità e la presenza di informazioni in lingua straniera, e “l’internazionalizzazione”, ovvero il numero degli iscritti stranieri, gli studenti che hanno trascorso un periodo all’estero per studio o tirocinio, spesa a favore della mobilità internazionale.
Punteggi sono poi assegnati in base agli abbandoni degli iscritti tra il primo e il secondo anno, alla durata dei percorsi di studio, al numero dei fuori corso. Infine un’apposita classifica valuta livello della ricerca e della produttività scientifica, in base ad esempio ai progetti di ricerca finanziati e portati a termine, le pubblicazioni dei docenti di ruolo, le citazioni nelle riviste scientifiche.



