L’AQUILA – “Nel 2014 l’Abruzzo ha fatto registrare un incremento dell’esportazione del 2,9 per cento. Ci troviamo di fronte ad un territorio che sta crescendo più degli altri e che dimostra un dinamismo che non può essere sottovalutato”.

Questo l’ottimistico messaggio del viceministro degli Affari esteri Lapo Pistelli, oggi all’Aquila, in occasione della 17a tappa del Roadshow organizzata dall’Ice, l’Istituto per il commercio estero, che ha incontrato circa 150 imprenditori al San Donato Golf Club, per proseguire la sua mission di incentivazione dell’export italiano.

Presenti anche Roberto Luongo, direttore Generale dell’Agenzia Ice, Giovanni Lolli, vicepresidente e assessore alle Attività produttive della Regione Abruzzo, Marco Fracassi, Presidente di Confindustria L’Aquila.

Le esportazioni in Abruzzo hanno segnato una crescita del 2,9 per cento nel 2014 rispetto all’anno precedente, mostrandosi più dinamiche rispetto alla media nazionale e realizzando un valore di quasi 7 miliardi di euro.

Notevole il miglioramento delle vendite di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (+ 9,4 per cento, per un valore di 3 miliardi di euro) e della meccanica (+ 6,1 per cento), settori che già nel 2013 avevano mostrato un rallentamento della caduta.

Non sono invece emersi segnali di ripresa per il comparto della moda, che vive una crisi che si riflette anche sul commercio estero e per il quale non si intravedono segnali di ripresa. Molto male sono andate anche le vendite all’estero di computer, apparecchi elettronici e ottici, che hanno registrato il – 30,9 per cento rispetto al 2013. Si è invece confermato positivo l’andamento delle esportazioni di apparecchi elettrici (+4,2 per cento), articoli in gomma, materie plastiche e prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (+ 6,3 per cento), alimentari (+ 1,7 per cento) e bevande (+ 7,5 cento).

“È essenziale – ha commentato i dati Pistelli – però avere la forza e il coraggio di scommettere sui mercati esteri, perché chi lo ha fatto ha visto incrementare di molto fatturato e fette di mercato”.

Pistelli ha dunque ricordato a tal proposito che “Expo di Milano è una grande occasione, è un treno che non ripassa e va preso al volo. La rete del Ministero degli Affari esteri è disponibile perché la domanda dei prodotti italiani si mantiene alta e non c’è settore nel quale il nostro Paese non possa eccellere. L’Italia è tra le prime cinque potenze al mondo per il manufatturiero per questo il Governo sta insistendo con l’Europa per avviare politiche di ripresa che non siano solo ed esclusivamente quelle dell’austerity”.

Fracassi a sua volta ha ricordato che “l’internazionalizzazione è una strada obbligata per le imprese del territorio”.
Lolli, ha poi affrontato il nodo dell’internazionalizzazione, “per il quale in passato sono stati buttati via tanti soldi pubblici. Deve esserci un deciso cambio di passo che permetta a imprese e investitori di avere a disposizione gli strumenti giusti per accedere ai mercati esteri”.

In questo senso, Lolli ha annunciato che la Regione ha “a disposizione 2,5 milioni di euro per la promozione all’estero, ma chiedo la collaborazione diretta delle imprese per concordare piani e programmi di promozione. Mettiamo a disposizione del sistema industriale regionale strumenti per l’internazionalizzazione che hanno altre regioni, come ad esempio le Marche”.

Sul fronte delle politiche di sviluppo, infine, il vicepresidente ha annunciato “l’avvio il prossimo mese dei Contratti di sviluppo sulla ricerca, dopo il successo riscontrato con quelli sull’ambiente”.

Luongo ha infine ribadito che “l’Ice affianca le imprese del territorio nei loro processi di internazionalizzazione con una assistenza personalizzata e check-up aziendali mirati. La nuova Ice, con i suoi esperti di marketing internazionale e la rete di 65 uffici nel Mondo intende, in altri termini, suggerire i mercati più dinamici e le azioni da intraprendere per battere la concorrenza. I dati sulla congiuntura manifatturiera mostrano che in questi ultimi anni di crisi economica in Abruzzo hanno tenuto meglio le imprese di maggiori dimensioni, in grado di finanziare processi innovativi e lavorare all’estero, e quelle inserite in catene del valore distrettuali o, più spesso, internazionali. Ecco perchè – ha concluso Luongo – occorre avere la forza di strutturare un progetto duraturo di internazionalizzazione e di consolidamento della capacità produttiva”.