L’AQUILA – “Ricorso al Tar contro di noi? Pezzi della città ne possono discutere legittimamente, ma la vedo ardua come impresa”.
Replica così il presidente Americo Di Benedetto, presidente della Gran Sasso Acqua Spa, società che fornisce servizi idrici a 36 Comuni dell’Aquilano, all’ipotesi di un contenzioso giudiziario anticipata nelle scorse settimane da AbruzzoWeb in relazione all’allungamento per un ulteriore anno del mandato scaduto suo e dell’intera governance del sodalizio.
Dodici mesi in più di lavoro giunti attraverso un mandato ex novo ridotto a un anno, invece che del massimo previsto dalle leggi di un triennio, votato all’unanimità dai soci, e non attraverso l’istituto della “proroga” che, secondo le norme, sarebbe stata possibile, invece, al massimo per 45 giorni.
Scopo dell’estensione della presidenza, che arriverà a sfondare la soglia dei 10 anni consecutivi, la gestione dei decreti attuativi della cosiddetta “riforma Madia”, in uscita entro qualche mese, che potrebbero ridurre la governance in futuro a un amministratore unico.
Ma anche “esigenze dell’azienda di dover vivere un periodo ancora importante con una sorta di tranquillità governativa”, tra l’intricata gestione dell’appalto per i sottoservizi dell’Aquila e altre operazioni in corso.
Sulla base di queste caratteristiche e motivazioni, Di Benedetto si ritiene al sicuro, evidentemente dopo aver studiato a tavolino la fattibilità dell’operazione prima di muovere le sue pedine, ma si dice comunque pronto a vedersela dinanzi al giudice amministrativo con chi sarà di parere opposto e vorrà procedere.
E i critici non sono mancati, contestando sia l’eccessiva durata del mandato e l’inopportunità politica di un allungamento, sia il fatto che Di Benedetto avesse pubblicamente dichiarato, ai microfoni di questo giornale, di non volersi ricandidare e invece poi ha accettato altri 12 mesi di presidenza seppur “a tempo” come dice lui, ma in realtà con pieni poteri.
Anche perché il suo nome è tra quelli più gettonati per partecipare alle primarie per la candidatura a sindaco dell’Aquila del centrosinistra e tra le contestazioni c’è anche quella di poter fare campagna elettorale da un posto che gestisce servizi e finanziamenti. “Fa bene a spendersi politicamente i sottoservizi”, ha avuto modo di dire su questo la senatrice Stefania Pezzopane solo per fare un esempio.
Si disputa anche sull’eleggibilità o meno a primo cittadino, tema altrettanti futuribile: contestato l’obbligo di “stop” per 1 anno imposto dalla legge Severino, il presidente ha risposto che non ha motivi di ineleggibilità dovendo rispondere a un’altra legge, il Testo unito degli enti locali.
“Non credo che a questa azienda appartenga la superficialità, ma anche se per assurdo così non fosse c’è la prova di resistenza”, evidenzia ora paventando la scontata opposizione dei legali di Gsa in caso di ricorso contro la proroga di un anno.
C’è anche un altro motivo di scetticismo sulla fattibilità di futuri ricorsi citato dal presidente Gsa: “Se ricordo bene gli atti assunti dalla nostra società possono essere impugnati da coloro i quali prendono parte agli stessi, e lo possono fare se sono dissenzienti o assenti”.
“Se guardo il registro delle presenze, è stata un’assemblea praticamente totalitaria, sebbene in seconda convocazione – prosegue – Mancavano i Comuni della Valle Subequana, che sono soci ma non gestiti, e che scientemente non ho chiamato per una questione di stile. L’unico assente era il sindaco di Fontecchio che ha avuto problemi con i propri figli e mi ha telefonato”.
Insomma, secondo il presidente della Gran Sasso il solo primo cittadino di Fontecchio, Sabrina Ciancone, potrebbe in teoria presentare un ricorso, se fosse contraria all’anno aggiuntivo.
Quanto alla presenza del segretario generale del Comune dell’Aquila, Carlo Pirozzolo, contestata in quanto non esponente politico e amministrativo, ma tecnico, per Di Benedetto “il segretario può rappresentare il Comune, non siamo un ente di secondo livello come le Comunità montane, ma una società per azioni, c’è legittimità piena”. Alberto Orsini





