L’AQUILA – Non un classico “governo ombra”, ma al contrario un “governo luce”, che faccia emergere tutte le proposte provenienti dal mondo giovanile abruzzese per poi imporle all’agenda politica della Regione Abruzzo. Questo si propone di fare Arca Abruzzo, associazione di giovani abruzzesi che si è costituita a settembre al Palazzetto dei Nobili all’Aquila.
Dino Tarquini, presidente Arca Abruzzo, e Ruben Tordera, presidente della sezione provinciale L’Aquila, hanno dettagliato i loro intenti in una lettera al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, proponendosi come interlocutori e illustrare il progetto “Democrazia & territorio”, che si propone di ridurre lo “spread” tra governanti e governati.
“Il nostro progetto – si legge nella lettera – prevede la costituzione degli sportelli virtuali a completa disposizione del cittadino abruzzese che permettano la diretta connessione fra quest’ultimo e le segreterie comunali e provinciali dell’Arca, le quali traghetteranno le proposte alla Direzione regionale che, a sua volta, si farà carico dell’idea direttamente presso le istituzioni instaurando un rapporto dinamico con esse.
Parte integrante e sostanziale del progetto sarà costituita da un “viaggio” dell’Arca per i territori d’Abruzzo, carta e penna alla mano, con il fine di prendere appunti, annotandosi, di volta in volta, le problematiche emerse e le esigenze rilevate, le quali verranno costantemente pubblicate sul nostro blog arcagiovani.blogspot.it, sollecitando un dibattito “maieutico”, tale da poter generare ulteriori idee.
Ci muoveremo, pertanto, sempre nella logica del doppio binario “problemi – soluzioni”, interagendo con la classe dirigente e collaborando con essa per la concretizzazione della volontà degli abruzzesi.
Affermava il giurista sulmontino Giuseppe Capogrossi che la democrazia è la tendenziale coincidenza fra governanti e governati; ebbene oggi è sotto gli occhi di tutti che lo “spread” tra politica e società civile aumenta sempre più, creando un abisso fra i due mondi e riducendo la sovranità popolare a mera formalità.
In un tale quadro l’Arca ha colto il dovere civico di svolgere una funzione, come amiamo definirla, di “intermediazione democratica” andando a colmare il vuoto, anzi, più esattamente, la voragine fra eletto ed elettore, rappresentante e rappresentato. È questa, a nostro avviso, una connessione sempre più indispensabile. L’Arca sarà una “variabile democratica extra ordinem”.
Chi scrive – sottolineano Tarquini e Tordera – ritiene che tale perifrasi sia illuminante. La nostra associazione difatti eserciterà le sue libertà politiche, ed intende essere, immune dal dilagante effetto traino della apoliticità, puramente e semplicemente politica, senza però cadere mai nella faziosità e difendendo con orgoglio il suo carattere apartitico. Il nostro sogno, per la cui realizzazione ci batteremo, consiste in una forte democratizzazione, a livello culturale prima che istituzionale, della società.
Culmine di tale esperienza politica sarà rappresentato dalla costituzione di un Governo “ombra” giovanile della giunta regionale il quale permetterà la nascita di un ponte che congiunga gli assessorati “ARCA” agli assessorati veri e propri.
Non definiremo, però, il nostro governo con il sostantivo ombra, per sottolineare la differenza con gli “esecutivi di controllo” composti dalle minoranze, in quanto il nostro ruolo non sarà di opposizione, bensì lo denomineremo “Governo Luce”; ci impegneremo difatti a far luce su tutte le proposte provenienti dal mondo giovanile abruzzese e ci faremo carico di esse dinanzi la giunta regionale.
Lo shadow cabinet dell’Arca Abruzzo sarà formato da ragazze e ragazzi eletti dall’Assemblea regionale degli iscritti dell’associazione. Ci auguriamo che il nostro sia un ruolo attivo di collaborazione, senza mai presentarci come oppositori pregiudizievolmente faziosi e, al contempo, senza mai cadere nel becero servilismo.
Ci proponiamo inoltre di costituire delle “amministrazioni luce” anche nei comuni di L’Aquila, Pescara, Teramo, Chieti, con le medesime finalità. Fine ultimo del progetto “democrazia & territorio” e, nello specifico, del “governo luce” sarà cambiare il punto di vista dei giovani abruzzesi: la nostra rivoluzione copernicana consisterà nel diffondere la consapevolezza che non dobbiamo chiederci cosa il nostro paese può fare per noi, ma cosa noi stessi possiamo fare per il nostro paese”. concludono di due rappresentanti dell’Arca.





