L’AQUILA – In Consiglio regionale, durante l’orario di lavoro, si gioca a burraco on line oppure si “frequentano” siti di scommesse sportive.

Coinvolti in questa grave grana una parte di dipendenti e, per ora, da quanto si apprende non ci sarebbero consiglieri regionali. Anche se su quest’ultimi, non avendo rapporti di dipendenza, eventuali prove di vizi di gioco on line, non avranno conseguenze penali.

Sul deprecabile fenomeno, comunque, farà luce la procura della Repubblica dell’Aquila: per individuare i responsabili è scattata infatti un’inchiesta.

Le indagini sono condotte da polizia, Digos e polizia postale che hanno già ascoltato diverse persone che potrebbero essere coinvolte a vario titolo.

Ai raggi X tutte le varie sedi dell’assemblea regionale dell’Aquila e di Pescara. Si stanno esaminando i sistemi informatici del Consiglio per risalire agli indirizzi dei dipendenti che anziché sbrigare le pratiche lavorative si dedicavano alla passione del gioco. 

Si dedicavano perché il grave andazzo, venuto fuori ufficialmente nelle passate settimane, è stato stoppato dai vertici del Consiglio che hanno bloccato all’origine ogni possibilità di accesso a siti e portali dedicati al gioco on line.

La brutta storia è destinata a far molto rumore: per ora le indagini, che comunque proseguono spedite, sono nella fase iniziale ma c’è chi giura che i risultati saranno clamorosi.

La vicenda nasce quando i dirigenti del Consiglio decidono di inibire l’accesso ai siti di scommesse e pare anche al social network Facebook, provvedimento molto criticato tra i dipendenti.

La questione è legata a doppio filo al caso della fuga di mail denunciata dal direttore amministrativo del Consiglio regionale, Paolo Costanzi, una vicenda che ha innescato un diffuso clima di polemiche e veleni: quest’ultimo ha fatto ricorso a un’azione legale dopo aver visto girare per gli uffici una stampa della nota che per posta elettronica aveva inviato riservatamente a sei colleghi del Consiglio.

Proprio tra la fase del blocco degli accessi ai giochi e la divulgazione della mail è stato denunciato alla magistratura il fenomeno.

Nella nota Costanzi, nel fare il punto sull’attività in atto, da quanto si è appreso una consuetudine di lavoro, esprimendo perplessità sull’efficacia complessiva dell’azione dei dipendenti pubblici, sottolineava che una parte di essi, circa il 30 per cento, non raggiungeva soddisfacenti risultati.

Ora sui veleni e le polemiche tipiche degli ambienti di lavoro pubblici pesa come un macigno però l’inchiesta della magistratura. 

PAGANO: “SE E’ VERO SI TRATTA DI ‘MELE MARCE”’

“Se il fatto fosse vero, si tratterebbe di casi isolati, di ‘mele marce’ che sono un po’ ovunque”.

Sulla vicenda dell’utilizzo dei computer per giochi on line nelle sedi del Consiglio, il presidente, Nazario Pagano, dice comunque di non “aver ancora ricevuto, ad oggi, nessuna comunicazione ufficiale”.

Il deprecabile fenomeno, sul quale sta indagando la procura della Repubblica dell’Aquila, riguarda l’utilizzo dei pc all’Emiciclo per giocare a burraco e frequentare siti di scommesse sportive durante l’orario di lavoro.

“Il mio giudizio – sottolinea Pagano – sugli impiegati pubblici in Consiglio rimane comunque positivo. Anzi, negli ultimi anni il livello di efficienza è accresciuto. Se fossero accertati i fatti, diffonderò i dati relativi alla qualità del lavoro dei dipendenti”.

In relazione alle voci che vorrebbero coinvolti nella vicenda anche alcuni consiglieri regionali, dice: “questa notizia non mi è giunta neanche sotto forma di gossip”. Elisa Marulli