L’AQUILA – “Il Partito democratico dell’Aquila esprime forte dispiacere per la decisione, comunicata oggi, di tre consiglieri di lasciare il gruppo consiliare del Pd. Il gruppo dirigente ha tentato di scongiurare in ogni modo questa eventualità, chiedendo ai tre da ultimo un incontro a cui avrebbero partecipato i membri della segreteria comunale, incontro rifiutato”.

È quanto si legge in una nota del Pd aquilano, firmata dal segretario Pd dell’Aquila e consigliere comunale Stefano Albano, il capogruppo Pd in Consiglio, Stefano Palumbo e i componenti della segreteria comunale, Maurizio Capri, Emanuela Di Giovambattista, Mario Schettino, Andrea Scarchilli, Vittorio Sconci, Fabrizio D’Alessandro, Gilda Panella, Mauro Marchetti, Gianluca Cervale, Vito Albano, Debora Serpetti, Tommaso Ciancarella, Alessandro Conti, Mimmo Bafile e Gianni Giansante.

Il riferimento è all’uscita dal partito di Americo Di Benedetto, Emanuela Iorio e Antonio Nardantonio, ufficializzata questa mattina in conferenza stampa, per confluire nel gruppo consiliare della lista Il Passo possibile, che diventa così il più grande gruppo d’opposizione con ben cinque componenti (i nuovi tre più i due eletti con quella formazione, Paolo Romano ed Elia Serpetti).

“Il Pd dell’Aquila auspica che la nuova distribuzione dei consiglieri all’interno dei gruppi non pregiudichi il quadro di dialogo e collaborazione tra le forze di opposizione – si legge ancora nella nota – Dialogo e collaborazione che ci sono sempre stati in questo primo anno di consiliatura in particolare con il gruppo del Passo Possibile (gruppo solido, che si è distinto finora per la puntualità delle denunce nei confronti dell’amministrazione e della maggioranza) e che hanno prodotto una perfetta sintonia nel modo di condurre l’opposizione. Quell’opposizione costruttiva che è invocata come necessaria dagli ex consiglieri del Pd di certo all’interno del nostro gruppo non è mai stata impedita né negata, come mai nel nostro gruppo è stata impedita alcuna rappresentanza, tanto è vero che si è scelta la via del congresso unitario per dare rappresentanza a tutti, né ovviamente è stata mai compressa la libertà del dibattito”.

“In ogni caso la questione della natura dell’azione di opposizione ha una rilevanza dalle scarse implicazioni pratiche e politiche. Il dialogo e collaborazione tra il Pd e il Passo possibile (e con le altre forze del centrosinistra) è da spendere, ritiene il Pd dell’Aquila, al servizio della città nelle funzioni di opposizione assegnate dell’elettorato attraverso le ultime elezioni comunali, da interpretare secondo tutte le modalità stabilite dalla legge e consolidate nella prassi: controllo, denuncia, proposta, a seconda delle opportunità tecniche e politiche, sempre mantenendo il proprio ruolo di forze di minoranza. Del resto anche per il Pd viene al primo posto la città e, quindi, nel senso che conta l’opposizione del Pd dell’Aquila è sempre stata costruttiva: proprio per questo  cerca di parlare un linguaggio chiaro ed univoco, privo di tentennamenti, e il gruppo dirigente si è sempre sentito libero, tutt’altro che prigioniero di schemi politici”, concludono gli esponenti del Pd.