L’AQUILA – Spunta il “tappo” protettivo alla conca della Fontana luminosa dell’Aquila, una misura di protezione che si è notata ora che il monumento, uno dei simboli del capoluogo, è stato riscoperto quando sembra quasi concluso il restauro post-sisma, che si è intervallato negli anni con numerosi stop & go.

Come si vede nelle immagini dello speciale realizzato da AbruzzoWeb nel 2013, negli ultimi anni la conca era completamente vuota e ospitava sul fondo un tubo proveniente dal sistema idrico che la riempiva fino a quando l’acqua debordava cadendo nella vasca sottostante.

In attesa dei chiarimenti ufficiali dei restauratori e della soprintendenza, il sistema ora sembrerebbe diverso, a meno che la protezione non sia “provvisoria”: il tubo di uscita dell’acqua, infatti, si trova proprio sul bordo del recipiente che è tappato da una lastra che dal colore parrebbe di rame, stesso materiale usato per i discendenti negli edifici civili.

Il getto d’acqua dovrebbe uscire direttamente dai due lati e la conca non si riempirebbe, o almeno non completamente, forse per garantire una maggiore protezione.

Il “tappo” si nota nelle foto fatte a una certa altezza, ma quando la fontana sarà accesa, coperto anche dal getto d’acqua, guardando come d’abitudine le due statue dal basso in alto non dovrebbe dare effetti ottici sgradevoli.

La prova del nove si avrà, comunque, al momento della riaccensione, attesa dal maggio 2015 quando per un breve periodo la Fontana è stata accesa per l’Adunata degli alpini che ha portato all’Aquila 300 mila Penne Nere, ed è stato uno dei punti più visitati e fotografati del capoluogo, arricchita da un’illuminazione tricolore.

Dopo quella tre giorni memorabile, il cantiere è stato di nuovo recintato ma i lavori sono rimasti a lungo fermi perché si attendevano temperature più miti allo scopo di trattare alcuni muschi che erano rimasti da sistemare, ultima operazione per concludere il restauro.

Oggi le due statue bronzee create da Nicola D’Antino, ripulite dallo sporco e dall’inquinamento, sono tornate finalmente a mostrare l’originario e splendido color bronzo e si attende solo una data per poterla riaccendere, stavolta in via definitiva. Alberto Orsini