L’AQUILA – “L’imbonitore di Pescara, al secolo Luciano D’Alfonso, come un puparo, non avendo il coraggio di replicare in prima persona perché colto nel vivo, agita i fili e mette in movimento i tre piccoli pupi”.
A dirlo è il Capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune dell’Aquila, Giorgio De Matteis, controreplicando agli strali ricevuti da tre esponenti del centrosinistra, l’ex sindaco aquilano, Massimo Cialente, il consigliere comunale del Pd Stefano Palumbo e il collaboratore della presidenza della Regione, Enzo Del Vecchio, dopo la sua conferenza stampa in cui annunciava il recupero di risorse per 40 milioni di euro stanziati dalla Regione e, a suo dire, rimasti bloccati.
Toni durissimi contro Cialente, definito “pupo”, “confuso cantastorie” e “smemorato di Collegno”.
LA NOTA COMPLETA
Credo sia opportuno, dopo aver letto le sgangherate, confuse e false giustificazioni del trio Cialente-Palumbo-Del Vecchio, far capire con chi abbiamo a che fare. A Del Vecchio consiglio vivamente di informarsi bene per non fare la stessa fine di Ruffini, ex segretario di D’Alfonso.
Il vice sindaco di Pescara e collaboratore del fuggitivo D’Alfonso, dovrebbe leggere attentamente la nota che il sindaco dell’Aquila Biondi il 16 gennaio scorso ha dovuto inviare di corsa in Regione per evitare che venisse compiuta la “furbata” da parte del suo dante causa a scapito della nostra città, in riferimento alla realizzazione degli interventi per 10 milioni di euro nell’area di Collemaggio.
Il buon Del Vecchio si occupi delle catastrofi di Pescara e del suo datore di lavoro che fugge dalla Regione per manifesta incapacità. Ultima in ordine cronologico la mancata approvazione dei rendiconti finanziari 2015-2016, che sta paralizzando la Regione.
Passiamo ora al giovane cantante a gettone Palumbo che, insieme allo smemorato di Collegno Cialente, si arrabatta a dare giustificazione sulle loro manifeste incapacità.
Cialente, peraltro, a Collemaggio continua a pensare di realizzare il nulla cosmico, l’inutilità fatta opera. Dopo i danni prodotti e il pensionamento, capisco le difficoltà dell’ex sindaco a ricordare i fatti.
Questa amministrazione, invece, pensa a interventi concreti da realizzare nell’area di Collemaggio, che saranno molto più utili alla città dei parchi della luna e delle follie di Cialente.
Ricordo, inoltre, al confuso cantastorie Cialente, mai rimpianto, che i fondi del contratto di quartiere II e quelli per l’intervento del tribunale, risultano essere operativi dal 2004.
Sono, cioè, interventi con soldi Cipe, ottenuti grazie al sottoscritto, all’epoca assessore ai Lavori pubblici della Regione Abruzzo. Quindi, Cialente continua a dimostrare la sua falsità.
Alla stupidità politica di Cialente rispondo che sono pronto a confrontarmi, carte alla mano, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, e che ormai dell’imbonitore di Pescara e del confuso Cialente e compagni ne hanno tutti le tasche piene.
Le risorse finanziarie in questione sono ferme da 10 anni, come testimoniato dalle ripetute sollecitazioni della Regione nei confronti del Comune, guidato da Cialente e dalle mancate risposte che, soltanto poco prima delle elezioni comunali del maggio scorso, l’uscente amministrazione di centrosinistra ha tentato maldestramente di arginare.
I documenti a testimonianza di ciò saranno resi noti alla cittadinanza per far capire bene chi sono questi personaggi che, grazie al cielo, gli aquilani hanno cacciato.
Quindi, se di fake news si può parlare, queste sono sicuramente da ascrivere alla premiata ditta D’Alfonso-Cialente-Palumbo.
Al di là delle pezze a colore che il centrosinistra affannosamente cerca di mettere ormai su ogni questione l’importate è aver recuperato quei finanziamenti colpevolmente “dimenticati” dal centrosinistra e indispensabili per la piena e completa rinascita dell’Aquila e del suo territorio.




