L’AQUILA – Altri dieci giorni di attesa per i lavoratori del Gruppo Finmek dell’Aquila e di Sulmona.

Ieri mattina a Roma, al tavolo istituzionale, al quale hanno partecipato i funzionari del ministero delle Attività produttive, i sindacati e il commissario straordinario del gruppo, Gian Luca Vidal, i parlamentari Paola Pelino del Pdl e Giovanni Lolli del Pd hanno dichiarato che hanno presentato l’emendamento per concedere la cassa integrazione in deroga per le maestanze, visto che nel decreto milleproroghe erano stati esclusi.

Il problema è che da molti parlamentari sono stati presentati oltre 1.600 emendamenti al decreto e quindi ci vorrà almeno una decina di giorni per discuterli tutti.

“Abbiamo cercato – dice Alfredo Fegatelli della Fiom-Cgil – di far continuare la gestione commissariale per altri sei mesi attraverso la cassa integrazione utilizzando gli ammortizzatori sociali in deroga. Ora ci tocca aspettare, ma nulla è sicuro”.

Intanto per il sito aquilano sarebbero state presentate tre manifestazioni d’interesse generiche, ma nessuna per quello di Sulmona. Nelle stanze del ministero qualcuno ha sussurato che lo stabilimento di Sulmona rischia forte la chiusura definitiva, visto che a nessuna impresa interessa quel sito.

”Speriamo – afferma Clara Ciuca della Uilm-Uil – che sia concessa la cassa integrazione. Comunque siamo sempre alle solite: solo manifestazione d’interesse e mai nulla di concreto”.

Ma Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil sono preoccupati anche per la Fida: pare che l’impresa non abbia più commesse, tanto che sono state sospese le trasferte di lavoro dei dipendenti.

“Organizzeremo un’assemblea – spiega la Ciuca – alla quale deve partecipare anche Aquila Sviluppo che ha un contenzioso con la Fida per l’immobile. Speriamo che non si apra un’alta vertenza. Intanto continua la cassa integrazione per 25 dipendenti”.