LANCIANO – “Stellantis investa in Italia e in Europa su aziende che producano microchip e componenti”.

Sull’ennesimo stop produttivo alla Fca Italy di Atessa (Chieti), che sarà ferma anche la prossima settimana, interviene il coordinatore della Uilm Abruzzo Nicola Manzi.

“Lo stabilimento Fca Italy, ex Sevel, ferma nuovamente la produzione per mancanza di componenti – dice Manzi – ed è una situazione che dal 2019 ad oggi riguarda principalmente la mancanza di semi conduttori e microchip. Se si considera che un veicolo moderno, e in questo caso il furgone commerciale leggero costruito nello stabilimento Stellantis di Atessa, può contenere migliaia di microchip, si può capire qual è la portata di questa crisi per il comparto automotive, crisi che non accenna a diminuire e che, secondo le previsioni dello stesso amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, durerà ancora per tutto il 2023 per il gruppo motoristico che può contare su due-tre fornitori che in questo momento stanno avendo grossi problemi di approvvigionamento sia delle materie prime che nell’assemblaggio. Non riuscire a produrre il Ducato ad Atessa crea danni economici ai lavoratori diretti e indiretti e favorisce i marchi concorrenti”.

“L’industria europea e una grande casa automobilistica come Stellantis non possono sottostare alla fornitura altalenante dei semiconduttori da parte dei Paesi asiatici. È giunto il momento di invertire la rotta”.