ROMA – “La notizia la do e la confermo ora: vedrò i genitori degli sfortunati bambini della vicenda del bosco mercoledì prossimo, con buona pace delle polemiche inutili”.
Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, in un video e dopo le polemiche sull’incontro con la famiglia, che quindi sarà dopo il referendum e non in questa settimana.
Nel filmato La Russa spiega la vicenda: “Mi sono divertito molto a leggere una polemica su una non notizia. Diversi esponenti – dico diversi esponenti della sinistra, alcuni noti, alcuni a me non noti, hanno ritenuto di polemizzare sulla base di una notizia del quotidiano ‘Il Centro’ che dava con una certa rilevanza l’informazione che avrei incontrato un mercoledì, senza precisare la data, i genitori degli sfortunati bambini della cosiddetta famiglia del bosco che è su tutti i giornali”.
“È esattamente vero che ho espresso alla famiglia la mia solidarietà, dice il giornale, ed è vero che su questo tema sono stato sempre molto moderato. È esattamente vero che li vedrò ma non questo mercoledì, perché come tutti sanno questo mercoledì non c’è aula, non sarò a Roma e sono come tutti in attesa della data referendaria anche volendo per fare campagna referendaria”.
E conclude: “Ma la cosa che mi ha veramente stupito è l’acrimonia per un’eventuale visita, adesso come in un’altra data, quasi che il presidente del Senato debba chiedere scusa o addirittura il permesso ai loro signori per incontrare privatamente chi ritiene. Se ne facciano una ragione”.
A sollevare polemiche, tra gli altri, i rappresentanti del M5S nella commissione Giustizia del Senato Anna Bilotti, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato: “Invitando a Palazzo Madama, a quattro giorni dal referendum, la cosiddetta famiglia nel bosco, Ignazio La Russa compie un atto di grave forzatura istituzionale, una bruttissima speculazione politica con cui usa, o forse è meglio dire abusa del suo ruolo istituzionale per fare anche solo indirettamente propaganda per il sì al referendum”.
“Ricordiamo a La Russa che la sua persona è al servizio della seconda carica della Repubblica italiana, il Senato non è la sede del suo partito. Questa delicatissima vicenda giudiziaria e sociale è già stata strumentalizzata dal governo per collegarla alla riforma della magistratura, che non c’entra assolutamente niente. Peraltro, oggi il governo specula dicendo cose diametralmente opposte a quelle che affermava quando, approvando il decreto Caivano, prevedeva la pena di due anni di carcere per i genitori che non mandano i figli a scuola. La Russa cancelli immediatamente questo appuntamento e, se proprio ci tiene e ha veramente a cuore la vicenda, sposti l’incontro di appena una settimana e in ogni caso non dica una sola parola che impropriamente colleghi il caso della famiglia nel bosco alla riforma costituzionale che stravolge organizzazione e prerogative della magistratura e non cambierebbe nulla per la famiglia nel bosco come per Garlasco”.
Per la senatrice Enza Rando, responsabile Legalità e lotta alle mafie del Partito democratico: “Invitare i genitori della cosiddetta ‘famiglia del bosco’ in Senato a tre giorni dal referendum, dopo mesi di campagna orchestrata dalla destra su questa vicenda per delegittimare il lavoro dei giudici che hanno solo applicato le leggi, è un atto grave e profondamente inopportuno”.
“Il presidente del Senato dovrebbe svolgere una funzione di garanzia e di equilibrio istituzionale. Invece – prosegue Rando – ancora una volta Ignazio La Russa dimentica di essere la seconda carica dello Stato e sceglie di intervenire in modo plateale su una vicenda delicata, che riguarda decisioni dell’autorità giudiziaria e la tutela di minori”.
“Le istituzioni non possono essere utilizzate per alimentare polemiche o per sostenere campagne politiche contro la magistratura, tanto più alla vigilia di un voto che riguarda proprio la giustizia. Dal presidente del Senato – conclude Rando – ci si aspetterebbe senso delle istituzioni e rispetto per il ruolo che ricopre”.




