L’AQUILA – Continua l’esame dei curriculum rimasti, dei 300 inviati a Europa Factor, società di gestione, recupero e acquisto di crediti non performanti nel mercato delle utility e delle telecomunicazioni sbarcata all’Aquila nei mesi scorsi.
Il sodalizio, che sta per prendere in affitto una sede di coordinamento in centro storico, aveva annunciato nei mesi scorsi 300 assunzioni, presentando in pompa magna il progetto sul capoluogo d’Abruzzo lo scorso giugno nel palazzo Technolabs in via Ulisse Nurzia.
Da quanto appreso, dopo mesi di silenzio, da fonti societarie che, però, rifiutano di rilasciare dichiarazioni ufficiali, non ci sarà, almeno per ora, nessuna sede di call center, ma si agirà soltanto in telelavoro.
C’è da registrare comunque il fatto che sono già diverse le persone che non hanno accettato la proposta.
Al momento, non è dato sapere quante persone siano state assunte.
In ogni caso le eventuali assunzioni degli addetti, ai quali vengono forniti dalla società la sim telefonica, telefono e sistema informatico, sono previste con i Co.co.co. dal Jobs Act per questo tipo di attività in outbound.
I contratti prevedono il rinnovo ogni 3 mesi.
Il fisso mensile per l’operatore varia tra i 200 e i 300 euro, mentre le provvigioni saranno riconosciute in percentuale in base a quanti crediti verranno recuperati.
Nessun obbligo per le ore giornaliere lavorative, ma la società si aspetta un minimo di 5 ore, quelle ‘buone’, secondo i propri calcoli, per permettere all’addetto di arrivare a guadagnare 650-700 euro al mese (fisso compreso), ovviamente se sarà in grado di recuperare un tot di crediti, visto che, ammettono, si tratta di un lavoro molto difficile.
Le ‘movimentazioni’, cioè i contatti-colloqui con i debitori, dovranno essere almeno 250 al mese.
I più bravi, fanno sapere da Europa Factor, per ottenere 1.700-1.800 euro di stipendio (fisso più provvigioni), lavorano in media 10-11 ore al giorno.
Il piano, però, non è ancora decollato.






