L’AQUILA – Primarie di centrosinistra il 2 aprile, anche se la data verrà ufficializzata domani nel vertice di coalizione, in lizza due candidati del Partito democratico, Americo Di Benedetto e Pierpaolo Pietrucci, un candidato dell’ala sinistra, verosimilmente Luigi Fabiani, e uno dei moderati, forse Pierluigi Mancini.
Questo l’esito del vertice dem che si è svolto questa sera e ha cesellato una volta per tutte il panorama delle candidature alle pre-consultazioni.
“Carlo Benedetti ha ritirato la sua candidatura, Americo si è candidato, Pietrucci ha dato la sua disponibilità e ci sono stati degli interventi”, sintetizza ad AbruzzoWeb il segretario comunale dem, Stefano Albano.
“L’obiettivo era celebrare delle primarie che potessero essere vere e contendibili, per ottenere questo serviva che il Pd candidasse più di un proprio uomo e lo abbiamo fatto, il dato politico è che siamo in una coalizione più larga della maggioranza di governo di questi dieci anni – aggiunge – L’abbiamo allargata al centro e a sinistra, con forze con cui avevamo condiviso i percorsi e poi erano usciti, come Gianni Padovani e Lelio De Santis, e altri che, invece, non c’erano mai stati”.
“Una bella riunione, una discussione che dimostra che il Pd aquilano è un bel partito – conclude il segretario – È finita tra strette di mano e abbracci, un buon clima. Ora partiamo a razzo con questi due candidati”.
Secondo quanto appreso da fonti interne al partito, è risultato determinante l’intervento del vice presidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, primo a parlare.
Lui che a lungo è stato il favoritissimo per la corsa alla fascia tricolore, ha voluto spiegare le motivazioni che, con convinzione crescente, lo hanno convinto a rimanere dove sta.
La prima è che Lolli ritiene decisivo per la città il suo ruolo nell’esecutivo regionale, dov’è unico aquilano: luogo in cui passano i piani strategici e i quattrini.
Lolli ha giocato anche di sponda per Pietrucci, unico consigliere regionale nonché presidente della seconda commissione (Territorio), assicurando che in caso di elezione il suo abbandono della postazione le conseguenze non saranno irreparabili.
Un altro concetto determinante espresso dall’ex sottosegretario è che l’esito della corsa alla fascia tricolore non è più così scontato come poteva essere un anno fa, e per vincere è decisivo mettere in campo le migliori risorse possibili in casa dem.
Degli altri esponenti della “triade” che da anni domina il centrosinistra, il sindaco uscente, Massimo Cialente, pur in rapporti altalenanti con il suo ex capo di gabinetto, finirà per sostenere Pietrucci, mentre la senatrice Stefania Pezzopane, che deve giocare anche la partita del congresso nazionale in cui è rimasta unica a sostenere Matteo Renzi (proprio con Di Benedetto), a fronte di un Pd cittadino quasi tutto con Andrea Orlando, mal che vada non sarà belligerante.
Benedetti ha formalizzato su Facebook il suo passo indietro, non avendo ottenuto le garanzie che chiedeva: “Ho comunicato all’assemblea degli iscritti del Pd la mia indisponibilità a concorrere alle elezioni primarie come candidato sindaco! Ringrazio quanti mi hanno incoraggiato e sostenuto con sincerità e affetto!”.





