L’AQUILA – In un partito in grande fermento per la scelta dei nomi da inserire nella rosa da proporre agli alleati, si allarga la cerchia dei papabili alla candidatura alla presidenza per il centrodestra alle elezioni regionali del prossimo 10 febbraio.

Un sintomo che da quando a sorpresa e tra le polemiche il tavolo nazionale di centrodestra ha assegnato l’Abruzzo a Fratelli d’Italia nell’ambito della ripartizione delle quattro regioni al voto nel 2019, gli appetiti per una opportunità molto ghiotta per il più piccolo partito della coalizione sono aumentati anche al di fuori della cerchia, peraltro ristretta, della classe dirigente abruzzese del partito del leader Meloni.

E in un quadro del genere sono in atto grandi manovre, nella stragrande maggioranza sottobanco, tra incontri abruzzesi e romani.

In tal senso, accanto ai personaggi già sui tavoli e usciti sui media e negli ambienti politici, spunta fuori un altro nome della cosiddetta società civile: la manager privata nel settore dei trasporti, la 40enne teramana Antonella Ballone, che gestisce insieme al padre Agostino, attuale presidente di Confindustria regionale, la importante impresa Baltour, le autolinee per l’Italia, con sede a Teramo.

La imprenditrice che è stata presidente dei giovani industriali, negli ultimi anni è stata spesso in corsa o associata a candidature politiche nel centrodestra e a cariche pubbliche: alle elezioni nazionali dello scorso 4 marzo si era parlato di lei in Forza Italia e anche nella Lega, alle elezioni al Comune di Teramo, perse dal centrodestra al ballottaggio che era in netto vantaggio con l’ex assessore regionale ai Trasporti Giandonato Morra, addirittura come candidato sindaco, e anche come presidente della costituenda Camera di commercio L’Aquila-Teramo nell’ambito di un accordo preventivo che coinvolgeva anche i vertici delle due associazioni degli industriali, una sorta di do ut des, tenuto nascosto per mesi e poi saltato, nel quale era previsto l’appoggio di Confindustria L’Aquila, inizialmente contraria, alla ricorferma del padre al vertice regionale, gradimento andato in porto realmente.

Per questa presenza costante, la manager nel Teramano si è meritata il ritornello “in ogni elezione c’è sempre Ballone”.

Tornando alle elezioni regionali, c’è da sottolineare che la rampolla della nota famiglia imprenditoriale non può contare sull’appartenenza strutturata in Fratelli d’Italia e quindi non è nella schiera dei fedelissimi di Giorgia Meloni.

La strategia – secondo quanto si è appreso da fonti vicine alla famiglia – mirerebbe prima ad incassare il placet di Forza Italia, la cui dirigenza abruzzese ha ufficialmente puntato i piedi contro la decisione del tavolo romano e dopo aver tentato invano di cambiare il verdetto, nel corso della direzione regionale di lunedì scorso ha posto le condizioni per non far saltare il banco della coalizione: va bene un candidato di Fdi ma a patto che il nome sia condiviso ed esca dalla presentazione di una rosa.

E da questo punto di vista Ballone avrebbe il gradimento del senatore e coordinatore regionale, Nazario Pagano.

Contestualmente è in atto un’azione di “avvicinamento” a Fratelli d’Italia, soprattutto in campo nazionale, e a fidelizzare al massimo i contatti e le amicizie all’interno del partito di Meloni in Abruzzo: in particolare, la bionda Antonella potrebbe contare sull’endorsement dell’influente dirigente di Fdi Carla Mannetti, conosciuta ai tempi in cui l’attuale assessore comunale dell’Aquila era direttore del settore Trasporti della Regione nell’amministrazione di centrodestra guidata da Gianni Chiodi, quando assessore al ramo era l’attuale coordinatore regionale di Fdi Morra.

Per la verità, Mannetti, considerata una valente esperta del settore trasporti tanto da essere stata confermata, sia pure per un periodo breve, come dirigente dall’ex presidente della regione, il dem Luciano D’Alfonso, ed ex capo di gabinetto con la giunta di centrodestra guidata dal compianto Giovanni Pace, è molto concentrata nel portare avanti le chance di candidatura del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi; se però il sogno del suo capo nell’esecutivo aquilano dovesse infrangersi anche per il veto posto dai forzista secondo i quali “Biondi deve continuare a lavorare e fare bene all’Aquila considerato che un abbandono dopo 15 mesi di amministrazione e a 15 mesi dalla grande vittoria in rimonta sul centrosinistra verrebbe percepita come un tradimento”, Mannetti potrebbe “ripiegare” sulla imprenditrice teramana.

Comunque, per Ballone si annuncia una impresa molto ardua considerando pure il fatto che dovrebbe fare i conti con quanti in Fdi e nel centrodestra sono pronti a tirare in ballo la incompatibilità della carica di presidente con quella di appartenente ad una grande impresa di trasporti convenzionata con la Regione per l’erogazione di servizi.

Nonostante la new entry di Ballone, non demordono affatto gli altri papabili: per esempio non demorde affatto il sindaco dell’Aquila Biondi che può contare oltre che sulla vittoria nel capoluogo di regione anche su un’amicizia sincera con la leader Meloni, convinto che le dimissioni per una carica più alta “è ancora più utile per il bene futuro del capoluogo possa riportare il cebtrodestra a vincere ancora le elezioni anticipate che si potrebbero svolgere nel prossimo mese di maggio in concomitanza con le europee”.

Biondi domani presenterà il movimento di sindaci dell’Aquilano da lui creato nei mesi scorsi al quale hanno aderito già una decina di primi cittadini. Un evento già programmato da tempo che torna utile per rafforzare le sue chance.

Non sono destinate ad abbassarsi neppure le quotazioni del manager della comunicazione ed ex manager pubblico Michele Russo, titolare dell’agenzia di comunicazione pescarese Mirus, responsabile dell’immagine di Fratelli d’Italia a livello nazionale, ed uomo molto stimato da Giorgia Meloni.

Tiene ancora la candidatura dell’ex vice presidente del Consiglio regionale ed ex assessore regionale Giorgio De Matteis, ex centrista ed attuale capogruppo di Fdi al Comune dell’Aquila, il più titolato nella schiera dei papabili finora usciti.

Sembrano invece fuori gioco i due coordinatori reigonali Morra ed Etewardo Sigismondi. I due dovrebbero convocare una riunione per fare il punto sui candidati in corsa e per cominciare a stilare la lista di nomi che dopo essere stata sottoposta al vaglio decisivi di Meloni, sarà presentata agli alleati di Lega e Forza Italia. (b.s.)