PESCARA – I consiglieri d’opposizione al Comune di Pescara, insieme agli esponenti di Fli, Lista Teodoro e La Destra e ai comitati civici, diffidano il sindaco, la giunta comunale e, fra agli altri, anche il presidente della Regione a revocare la delibera con la quale, il 3 novembre scorso, la Giunta comunale ha approvato il protocollo d’intesa e l’accordo con la società Terna per il passaggio, sul territorio di Pescara, dell’elettrodotto che porterà corrente dal Montenegro all’Italia.

Per i consiglieri, gli impegni assunti dall’amministrazione in quella delibera avrebbero dovuto essere discussi, come prevede la legge, prima in Consiglio comunale.

Gli esponenti di opposizione e maggioranza criticano, inoltre, il fatto che nell’intero procedimento non vi è traccia dei riferimenti giuridici e delle valutazioni tecniche che hanno indotto l’amministrazione a determinare in 4 milioni e 500 mila euro il prezzo “compensativo” per la realizzazione dell’opera sul proprio territorio.

“Il valore compensativo per l’utilizzo del suolo pubblico e per il risarcimento dei danni ambientali che devono corrispondere i soggetti realizzatori di elettrodotti – spiega il consigliere del Pd, Enzo Del Vecchio – è stabilito con i criteri previsti dalla legge 239 del 2004, di cui non vi è riferimento alcuno in tutti gli atti del procedimento, concluso con la delibera della giunta”.

Per gli esponenti di opposizione, dunque, gli atti dell’amministrazione sono “palesemente illegittimi” e determinano un rilevante danno patrimoniale al Comune di Pescara. Danno che, annunciano, “sarà determinato dalla competente Procura della Corte dei Conti ove il procedimento tutto non dovesse essere ricondotto a legalità e legittimità”.