GIULIANOVA – Dopo le elezioni regionali dello scorso 10 febbraio, il leader della Lega Matteo Salvini torna in Abruzzo e, in vista dell’Election day del 26 maggio, fa tappa a Giulianova e Montesilvano.

Un bagno di folla ha accolto il vice premier e ministro dell’interno, che è arrivato prima in piazza a Giulianova, a sostegno del candidato sindaco Pietro Tribuiani, e poi a Montesilvano per il candidato sindaco Ottavio De Martinis.

Ad accompagnarlo sul palco il deputato e segretario abruzzese del partito, Giuseppe Bellachioma e il deputato aquilano Luigi D’Eramo, nuovo commissario della Lega in Puglia e, sul palco di Montesilvano, anche il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio.

Tra europee e Comuni al voto, dal palco di Giulianova Salvini ha dichiarato: “Abbiamo bisogno di sindaci in gamba, questà comunità ha bisogno di guardare avanti, chi sceglie Pietro fa una scelta precisa per le case e i bouns comunali, prima vengono i cittadini di Giulianova e poi il resto del mondo”.

“Abbiamo tutti i giornaloni, i banchieri e i poteri forti contro. La Lega è il primo partito degli abruzzesi. Se ci date una mano faremo in Europa quello che stiamo facendo in Italia. Viva La Lega, Giulianova e l’Abruzzo”.

Piccolo fuori programma, invece, a Montesilvano dove mentre stava parlando di Venezuela e dittatura è improvvisamente saltata l’alimentazione del palco: “Visto? Ho detto comunista ed è saltato tutto”. La corrente è ripartita dopo poco e Salvini scherzando ha detto: “vediamo se questo microfono comunista mi permette di andare avanti”.

“Il 26 maggio dobbiamo andare a combattere in Europa, perché gli avversari veri sono a Bruxelles. Vi chiedo una mano per non lasciare un futuro di precarietà e paura ai nostri figli”. 

Ingente spiegamento di forze per presidiare le due città con la presenza di molti agenti anche in borghese mentre diverse strade sono state interdette al traffico.

Non si sono fatte attendere le polemiche e le reazioni di associazioni e partiti politici che si scagliano già da giorni contro il leader leghista.

“Giulianova non ha bisogno di lei, ministro Salvini. Giulianova non ha bisogno di demagogia, di propaganda, di paure suscitate nè di capri espiatori da inseguire. Giulianova non ha bisogno di sceriffi, di ronde, di politica urlata e divisiva. Giulianova non ha bisogno di proclami strillati al vento da un balcone”, scrive in una nota l’associazione Il cittadino governante.

“Chi si candida con la Lega è un traditore dell’Abruzzo”, tuona Corrado Di Sante, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, che definisce la “vergognosa” la situazione politica di Montesilvano: “Oggi, come ieri le liste di centrodestra fanno il pieno di voltagabbana. A leggere i tanti nomi passati dal centrosinistra alla Lega o al centrodestra, viene da chiedersi con quali criteri negli anni il cosiddetto ‘centrosinistra’ abbia ‘selezionato’ il proprio personale politico in città”.

E Giovanni Dursi, candidato consigliere per “Coalizione civica per Pescara”, nonché membro della Segreteria del Comitato provinciale Anpi “Ettore Troilo”, parla di pericolo “al fondamento democratico ed antifascista della Repubblica italiana ed al riconoscimento, da parte dell’ordinamento dello Stato, della pienezza dei diritti civili e politici”.

Intanto, ad accogliere Salvini, oltre alla folla di sostenitori, l’opera del collettivo Arte Resistente “Le mani che affogano”. Le installazioni, infatti, sono state posizionate in più punti della città, in attesa dell’arrivo del vicepremier. 

“Giulianova accoglie Salvini e la disumanità con un mare di mani. #arteresistente nelle più importanti piazze e luoghi simbolo di Giulianova e della resistenza”, si legge sulla pagina Facebook del collettivo.

Le mani rappresentano “coloro che ogni giorno perdono la vita nel Mediterraneo”, mentre “c’è ancora il nostro coraggio resistente, che quotidianamente insegna umanità, diritti, contro tutte le forme di razzismo, discriminazione, xenofobia”.