L’AQUILA – Circa 3.400 operai occupati in meno nel 2011 nella provincia dell’Aquila.

I dati allarmanti vengono dal bilancio consuntivo presentato a fine anno dalla Cassa edile aquilana, che prende in considerazione il periodo compreso tra ottobre 2010 e settembre 2011 ed evidenzia una dura flessione (-24,82 per cento) del numero di impiegati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Una crisi, quella del settore edile, sottolineata recentemente anche dal presidente nazionale dell’Ance, Paolo Buzzetti, che nelle scorse settimane, in occasione del “D-day delle costruzioni” ha elencato le preoccupanti cifre: 7.552 imprese edili fallite negli ultimi tre anni in Italia e 380 mila posti di lavoro persi.

La provincia aquilana, oltre alla crisi, ha subito anche i negativi effetti della paralisi della ricostruzione pesante post-terremoto, ingabbiata nel continuo rimpallo di responsabilità tra amministrazioni locali e strutture commissariali.

Passando a un’analisi dei dati, si nota infatti che nel periodo compreso tra la fine del 2009 e quella del 2010, il numero di impiegati nel settore ha avuto un boom: da 8.700 operai dell’anno precedente si è passati a 13.600.

Una crescita legata alla prima fase della ricostruzione, quella cosiddetta leggera, che ha visto numerose imprese lavorare nella riparazione degli edifici danneggiati lievemente dal sisma del 2009.

Un momento a cui non è seguito però quello della ricostruzione degli edifici classificati ‘E’ e che ha portato molte aziende ad andare via o a licenziare i propri dipendenti.

Si è quindi passati a poco più di 10 mila unità impiegate nel settore e a un decremento del 7,30 per cento del numero di imprese sul territorio, passate da quota 2.013 a 1.866 (-147 imprese).

A soffocare ulteriormente le imprese, i ritardi nei pagamenti alle aziende da parte della pubblica amministrazione, contro i quali le associazioni di settore annunciano forme di protesta: il presidente di Confartigianato Abruzzo, Angelo Taffo, ha raccolto la provocazione lanciata da Buzzetti, che ha annunciato una class action.

Il direttore della Cassa edile dell’Aquila, Pasquale De Michelis, è però abbastanza tranquillo. “La situazione non è drammatica – dice – Rispetto al periodo pre terremoto il numero di impiegati nel settore è aumentato notevolmente. Non appena si sbloccherà la ricostruzione pesante arriveremo a 15 mila unità impiegati”.