L’AQUILA – È stata pubblicata dal Centro regionale di studi e ricerche economico-sociali istituito dalle camere di Commercio d’Abruzzo (Cresa), la ventunesima edizione dell’Annuario delle industrie abruzzesi.

L’Annuario, consultabile anche on line sul sito www.cresa.it, riporta l’elenco delle aziende di produzione, quelle dell’industria in senso stretto (manifatturiera) che producono beni strumentali, di consumo e prodotti di base, operanti in Abruzzo con una occupazione minima di dieci addetti.

La pubblicazione trae origine da una banca dati gratuita, sia per l’adesione che per la consultazione, gestita e aggiornata annualmente dal Cresa con l’obiettivo di mettere a disposizione di studiosi, operatori economici, giovani diplomati e laureati, uno strumento molto richiesto e di fornire un servizio alle numerose aziende che con grande disponibilità collaborano al buon esito del lavoro. 

Per il 2009 l’archivio di base è stato aggiornato con le informazioni acquisite dalle aziende (60% circa) che hanno risposto al questionario. Per le altre si è fatto ricorso alla banca dati delle camere di Commercio (Infocamere).La presente edizione avrebbe dovuto essere pubblicata nel maggio 2009 ma il lavoro è stato interrotto bruscamente dal sisma del 6 aprile. Il recupero del materiale è stato difficile e ha richiesto tempo.

Le aziende sono riportate in ordine alfabetico in base alla denominazione e suddivise per settori e sottosettori di attività economica, anch’essi ordinati alfabeticamente. La ricerca può essere fatta sia per il tipo di produzione, attraverso l’indice per settore di attività economica, che per la denominazione, attraverso gli indici alfabetici regionale e provinciale.

Le aziende inserite sono 1.166 e, in termini complessivi, rappresentano il 10 per cento delle unità locali manifatturiere, comprese quelle artigiane, che operano sul territorio regionale. L’occupazione è pari a circa al cinquanta per cento dell’occupazione totale del comparto di circa 146.000 addetti.

Dal punto di vista della distribuzione per settore di attività economica è rilevante il peso del settore metalmeccanico (31,1%) seguito dall’abbigliamento (12,2%), dal settore alimentare (11,1%), dal legno e mobili (9,7%) e dal settore dei materiali da costruzione (8,1%). Per gli altri settori solo elettromeccanica, gomma e plastica, carta e cartotecnica, superano il quattro per cento. Il 64,2 per cento delle aziende occupa da 10 a 30 addetti e il 34,0 per cento ha un fatturato fino a un milione e cinquecentomila euro.

Si tratta quindi in larga parte di piccole aziende la cui natura giuridica è concentrata nelle società di capitale (64,4% Srl e 16,6% SpA). Riguardo all’anno di fondazione il 74 per cento delle aziende è stato fondato nell’arco di tempo che va dal 1981 al 2009 ed in particolare il 23,4 nell’ultimi quindici anni. Il valore percentuale delle aziende presenti nell’Annuario che dichiara di esportare è pari al 44,4 per cento.

Dal punto di vista territoriale non si delineano rilevanti cambiamenti nella consistenza per provincia: le province di Teramo (37,2%) e di Chieti (35,2%) restano le province più industrializzate, mentre Pescara (13,9%) e L’Aquila (13,6%) continuano ad attestarsi su posizioni più modeste.

La provincia con l’indice più alto di aziende esportatrici resta Teramo che, rispetto al 2006, conferma l’indice 1,09, seguita da Chieti (1,0) nella media regionale. Le province di L’Aquila (0,95) e Pescara (0,81) presentano valori al di sotto della media regionale .