L’AQUILA – Sul prossimo candidato sindaco dell’Aquila “deciderà la coalizione”, la “Lega avrà pari dignità”, ma resta fermo il punto che “Fratelli d’Italia può rivendicare la casella”. E, in ogni caso, il nome sarà deciso entro ottobre.
In un’intervista al quotidiano Il Centro, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, di FdI, responsabile enti locali, vicepresidente nazionale e presidente regionale Anci, uomo forte ormai del partito di Giorgia Meloni non solo a livello abruzzese, esce allo scoperto e detta la linea.
Questo all’indomani dell’addio alla Lega dell’assessore Laura Cucchiarella e del capogruppo Daniele Ferella, con i salviniani che accusano il sindaco, proiettato ormai verso la candidatura blindata in Parlamento, terminato il suo secondo e ultimo mandato, di aver tramato nell’ombra per sottrarre i due al gruppo dei salviniani, con Cucchiarella che resta in giunta e Ferella ora al gruppo misto che, a tempo debito, potrebbe, con l’assessore, entrare nella civica del sindaco L’Aquila Futura o direttamente in FdI.
Ipotesi che, però, Biondi respinge sdegnosamente al mittente: “Chi parla di regia fa un torto a diverse intelligenze. Prima di tutto alla loro: pensare che io sia il regista e loro delle marionette significa ignorare che hanno alle spalle, rispettivamente, tre e due mandati. E fa un torto anche alla mia, perché non avrei alcun interesse a depotenziare la Lega, nei confronti della quale sono stato il più rispettoso di tutti: pur avendo perso consiglieri, ha mantenuto due assessori. Sfido qualunque consigliere a dire che io sia andato da lui a chiedergli di cambiare partito o coalizione”.
E si spende poi in lodi alla Lega, “forza fondatrice di questa coalizione, nel 2017 è stata decisiva per vincere e oggi esprime un sottosegretario aquilano come Luigi D’Eramo e il vicepresidente della Regione, Emanuele Imprudente. La Lega siederà al tavolo con pari dignità”.
Venendo dunque al tema più caldo, la scelta del candidato: requisito, oltre che la “riconoscibilità” e “l’autorevolezza”, è l’essere frutto di una “condivisione”, perché “il candidato dovrà essere quello di tutta la coalizione”.
Poi, chiaramente, “L’Aquila rappresenta un laboratorio importante per il centrodestra nazionale ed è l’unico capoluogo di regione guidato da un sindaco di Fratelli d’Italia. È abbastanza normale, quindi, che a livello nazionale il partito possa rivendicare questa casella, tenuto conto anche della qualità della sua classe dirigente”.
Non esclude, però, che se “i leader del centrodestra dovessero dare altre indicazioni, saremo comunque lì, pronti a fare campagna elettorale pancia a terra”.
L’importante è fare presto, bruciare sul tempo gli avversari, come avvenuto nel 2021, quando già a fine ottobre Biondi fu ufficializzato candidato per un secondo mandato: “La mia posizione l’ho già espressa al coordinatore regionale, ai vertici regionali e a quelli nazionali del partito: credo che entro la metà, al massimo la fine di ottobre, il nome del candidato sindaco debba essere sul tavolo”.
In un altro passaggio dell’intervista, Biondi apre le porte ad Azione, di cui è ora consigliere Fabio Frullo, ex Udc, e si è dunque spostato nel centrodestra, con la fuga della componente di centrosinistra, a cominciare dal consigliere Enrico Verini. Per quanto riguarda Futuro Nazionale, a cui ha aderito il consigliere di maggioranza di Fi Daniele D’Angelo: “Molto dipenderà dalla collocazione nazionale. Al momento alcune posizioni mi sembrano distanti da quelle di un centrodestra di governo”.
Infine, sugli avversari, Biondi osserva che il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci “è stato azzoppato sia dal fuoco amico di una parte del centrosinistra”, mentre il nome forte che circola, come civico di area, il dottor Alessandro Grimaldi, Biondi dice di avere per lui stima, ma dovrebbe, nel caso di discesa in campo, dimettersi da presidente dell’Ordine dei medici e da capo dipartimento della Asl dell’Aquila, per mantenere una posizione terza”.




