ROMA – Avvio di seduta drammatico per le borse europee che segnano ribassi anche superiori ai tre punti percentuali sui timori per la situazione del debito pubblico dell’eurozona. Parigi e Francoforte cedono circa il 3,2%, mentre Milano – sotto pressione per l’esplosione del differenziale tra Btp e Bund tedesco – cede il 4%.
Ad accentuare la paura ha contribuito la decisione del primo ministro greco, George Papandreou, di indire un referendum sull’ultimo pacchetto di salvataggio indirizzato ad Atene. Sui mercati si teme infatti che la consultazione possa bocciare, con il conseguente default dello stato ellenico.
Sui listini crollano in particolare le banche, con l’indice di settore che cede oltre il 5%: Societe Generale affonda del 13,6%, Credit Agricole dell’11,36%, Dexia dell’11,23%, Bnp Paribas il 10,3%, Commerzbank il 10%, Credi Suisse il 9,7%.
RENDIMENTO BTP A 5 ANNI TOCCA 6%, NUOVO RECORD
Raggiunge la soglia del 6% il rendimento del Btp a cinque anni sul mercato secondario, segnando un nuovo massimo storico dall’introduzione dell’euro nel 1999. Lo spread con l’equivalente bund tedesco a cinque anni vola a 497 punti base.
MALE ASIA CON TIMORI DEBITO UE E FRENATA CRESCITA
Proseguono le vendite sui listini mondiali: dopo il tonfo delle borse europee e di Wall Street ieri, questa mattina sono i mercati asiatici ad essere investiti, con poche eccezioni, dall’onda ribassista. Tokyo ha chiuso in calo dell’1,70%, Sydney dell’1,52% mentre Hong Kong cede il 2,4%.
Sulle borse asiatiche hanno pesato i timori per la situazione dell’Eurozona ma anche i dati macroeconomici provenienti da importanti regioni dell’Asia: la manifattura cinese, le esportazioni della Corea del Sud e e l’economia di Taiwan hanno registrato i tassi di crescita piu’ bassi dal 2009.
Non aiutano, inoltre, le previsioni negative di alcune societa’, come Panasonic (-5,1%) che ha messo in conto di chiudere – per la prima volta in dieci anni – il bilancio in perdita. Anche le attese su Wall Street, in attesa di conoscere i dati macroeconomici americani nel pomeriggio, non sono positive (i future sugli indici sono negativi) mentre i timori sui conti pubblici dell’eurozona tengono l’euro sotto pressione rispetto alle altre valute.



