L’AQUILA – Per la prima volta dal 2006 il saldo tra cessazioni e iscrizioni delle imprese abruzzesi ai registri delle Camere di commercio è negativo: nel 2013 sono nate 9.599 nuove imprese a fronte di 10.768 cessazioni, con una differenza pari a -345 unità.

Il totale dello stock di imprese esistenti al 31 dicembre dello scorso anno è pari a 149.334 unità.

È quanto emerge da un approfondimento del Centro regionale di studi e ricerche economico-sociali (Cresa). Il presidente del Centro, Lorenzo Santilli, nel commentare i dati parla di una “situazione di crisi evidentissima, dato che questo è il primo anno che fa registrare un saldo e un tasso di crescita negativo, evidenziando come l’economia regionale si trovi ancora in una fase di contrazione”.

A livello territoriale, come nel 2012 la provincia di Pescara ha manifestato la maggiore vivacità (+402 unità, tasso di crescita pari a 1,13) e si posiziona al sesto posto tra le province italiane. Anche a Teramo sono risultati positivi, ma solo lievemente, il saldo (+38) e il tasso di crescita (+0,11).

Le province dell’Aquila e Chieti fanno rilevare valori negativi sia del saldo (rispettivamente -104 e -681) sia del tasso di crescita (-0,33 e -1,44), sensibilmente peggiori rispetto al 2012, con Chieti agli ultimi posti della graduatoria. Dal punto di vista settoriale, a registrare il peggior saldo è l’agricoltura (-1.310).

Nel settore secondario diminuiscono le imprese manifatturiere (-148, pari al -1%) e soprattutto quelle delle costruzioni (-530, -2,4%), mentre aumentano quelle della fornitura di energia elettrica, gas e vapore (+13, +4,2%). Nei servizi aumentano lievemente le imprese del commercio (+188, +0,5%), quelle di alloggio e ristorazione (+281, +2,7%), quelle le attività immobiliari (+147, +5,4%) e quelle del noleggio e agenzie di viaggi (+100, +2,8%).

Per l’artigianato, rileva l’indagine, il 2013 è stato un anno molto difficile con 987 imprese in meno, derivanti dal fatto che le 2.054 nuove iscrizioni non sono riuscite a compensare le 3.041 cancellazioni con un tasso di crescita molto negativo (-2,81). Le imprese registrate sono di conseguenza diminuite arrivando a 34.080 unità.

“È un risultato molto preoccupante, peggiore degli ultimi sette anni e tra i peggiori a livello nazionale”, sottolinea il direttore del Cresa, Francesco Prosperococco.