L’AQUILA – Commissari dell’organismo esaminatore della gara, autorevoli esperti del settore, ed altri responsabili dell’appalto pubblico, importante non solo per la portata economica, oltre 25 milioni di euro, ma soprattutto per l’impatto sociale e religioso, non lo dicono, ma dal 19 luglio scorso sono al lavoro, con grande lena e motivazione, per affidare in tempi stretti i lavori di consolidamento e recupero del Duomo, inagibile dal lontanissimo 6 aprile 2009, giorno del tragico terremoto dell’Aquila: in particolare, l’obiettivo sarebbe quello di individuare la ditta vincitrice e chiudere una vicenda dai risvolti molto negativi per i gravi ritardi, entro la fine del mese di agosto, e segnatamente entro il prossimo 28 agosto, quando nel cantiere e tra le macerie della Cattedrale farà tappa Papa Francesco, nel corso della sua storica visita all’Aquila in occasione della Perdonanza celestiniana quando per la prima volta nella storia della Festa del Perdono aprirà la Porta Santa della Basilica di Collemaggio.
A volere fortemente che il Duomo, dopo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, fosse visitato anche da Francesco, è stato l’arcivescovo dell’Aquila, il cardinale Giuseppe Petrocchi, che ha più volte fatto sentire il suo richiamo ad accellerare le operazioni di restauro, in quanto capo della Curia proprietaria di un luogo sacro tanto caro agli aquilani, nel tentativo di accendere i riflettori su quella che non è certo da annoverare tra i casi di buone pratiche.
Tanto che nel corso degli anni ha provocato polemiche e scontri politici oltre che passi falsi tecnici e procedurali, a causa di questi ultimi nel Duomo, senza copertura per il tetto crollato, sono cresciuti anche gli alberi. Tra le cause del ritardo, il fatto che il Duomo era stato inserito nel lotto del restauro dell’intero complesso, compreso quindi l’arcivescovado, assegnato con le regole della ricostruzione privata, cioè in deroga all’appalto privato, poi stralciato per essere ricompreso tra gli appalti pubblici.
Il 19 luglio la delicata operazione che deve portare alla scelta della impresa che effettuerà i lavori, è cominciata con l’apertura delle buste amministrative che contengono i requisiti per la partecipazione.
La commessa, che prevede un importo complessivo a base d’asta di 25.879.822,03 di euro, ha come stazione appaltante il Segretariato Regionale del ministero della Cultura per l’Abruzzo che il 24 maggio scorso ha pubblicato la gara per i lavori di consolidamento e restauro della Cattedrale dei SS. Massimo e Giorgio, con la scadenza dei termini per la presentazione delle proposte fissata per il 5 luglio scorso.
A contendersi l’ambito appalto saranno 14 imprese, tra cui alcune autentiche big abruzzesi e nazionali.
Le proposte saranno esaminate da un parterre di prim’ordine considerando che i tre componenti della commissione di gara, tutti provenienti da fuori Abruzzo, sono nomi di prestigio del settore del restauro sia nell’ambito privato sa in quello pubblico: si tratta degli architetti Maria Costanza Pierdominici, di Roma, Gabriele Nannetti, di Arezzo e dell’ingegnere Antonio Perzia, funzionario della Regione Basilicata.
Pierdominici, romana di 73 anni, laureata in Architettura presso la Sapienza Università di Roma, specializzata sia in Restauro dei Monumenti sia in Conservazione dei Beni Culturali, ha svolto più volte il ruolo di Dirigente presso il Ministero dei Beni Culturali come Soprintendente per i beni Architettonici e Paesaggistici di Bari, Lecce, del Lazio e di Roma. Tra l’altro è membro, come esperto esterno, del Comitato Tecnico Amministrativo, Provveditorato Interregionale per il Lazio, l’Abruzzo e la Sardegna, Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.
Nannetti, 57 anni di Pontedera, laureato alla Università di Firenze, è soprintendente all’archeologia, belle arti e paesaggio di Siena, Arezzo e Grosseto.
Stando a quanto scaturito nel corso della prima riunione, i componenti della commissione avrebbero mostrato la chiara volontà di dare un ritmo serrato ai tempi della gara: dopo la apertura delle buste saranno chiesti chiarimenti documentali alle aziende partecipanti, successivamente seguiranno le valutazioni sull’offerta tecnica e quella economica, le due fasi decisive.
Intanto, a proposito di tempi, parrebbe emersa la volontà di unirti il primo e secondo stralcio dell’appalto per i quali erano previsti tre anni ognuno. Anziché sei anni, i tempi per vedere la Basilica riconsegnata ai fedeli potrebbero accorciarsi a quattro.
Ecco le 14 imprese in campo: ATI Valentino Giuseppe Srl-P.T. Color Srl (mandante), Rosa Edilizia Srl, Alchimia Snc, Costruzioni Barozzi Spa come Cobar Spa, Frezza Spa, Leonardo Srl, Dipe srl, Impresa costruzioni generali, Rti CMSA, Piacenti Spa, Taddei Spa, Todima srl, Carla Tomasi srl, Servizi Integrati srl, Consorzio stabile Ganosis Soc.a.r.l., Rti Di Vincenzo, Strever, Coobec, Ati Costruzioni Ingg. Penzi, Perforesine srl, Secore Srl, Rti capofila Edilcostruzioni Group srl, Rti S.A.C. Spa, Costruzioni Iannini Srl, Fratelli Navarra Srl, Rti Edil Co Srl, Scimia Arte e Costruzioni srl, Ati Cingoli Nicola & figlio srl, Estia srl, Rti I.Co.Res, consorzio Integra, Consorzio Innova e De Feo Antonio.
Responsabile unico del procedimento è l’architetto Valerio Tesi, soprintendente per le province di Pisa e Livorno; direttore dei lavori è l’architetto aquilano Augusto Ciciotti, responsabile Programmazione lavori pubblici e accordi di programma del Segretariato Regionale Abruzzo.
“L’intervento sul Duomo dell’Aquila è, dopo tanti anni, uno dei più attesi, frutto di un lungo e complesso lavoro tecnico-amministrativo del Segretariato Regionale, stazione appaltante, condiviso con la Soprintendenza Apab per le province di L’Aquila e Teramo e con la proprietà, l’Arcidiocesi dell’Aquila”; si legge in passaggio della nota del Segretariato relativa all’annuncio della pubblicazione dell’appalto lo scorso 26 maggio.






