L’AQUILA –  “È stata per me una grande emozione visitare i laboratori sotterranei e osservare da vicino gli esperimenti che vi rendono un punto di riferimento per la comunità scientifica mondiale. Siete una delle grandi eccellenze del Paese. L’Italia è orgogliosa di voi”.

Lo ha detto il premier Mario Draghi, oggi in vista ai laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso di Assergi, frazione dell’Aquila, in forma privata nelle sale sotterranee dove sono in corso gli esperimenti, accompagnato dal premio Nobel per la fisica, Giorgio Parisi. Una visita per celebrare la Giornata mondiale delle donne e delle ragazze nella scienza. Nei laboratori sono 15 gli esperimenti in fase di realizzazione, sono circa 1.110 scienziati e scienziate provenienti da 29 Paesi. E il 30% degli scienziati è rappresentato da donne che sono a capo della maggior parte degli esperimenti attivi in questo momento.

Il Premier Mario Draghi è giunto in elicottero ad Assergi nella piazzola dell’Istituto Nazionale di Fisica del Gran Sasso, e dopo la visita ai laboratori con il direttore, Ezio Previtali, e dal presidente dell’Infn, Antonio Zoccoli, l’ex direttrice dei laboratori Lucia Votano, ha raggiunto l’esterno della sede dell Infn del Gran Sasso accolto dal  presidente della Regione Marco Marsilio, dal sindaco Pierluigi Biondi, dal Commissario straordinario alla Ricostruzione Giovanni Legnini,  dal ministro del Miur Maria Cristina Messa, da parlamentari e senatori, dal prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco dagli esponenti della comunità scientifica abruzzese.

“Quest’anno ricorre il 35esimo anniversario dall’inizio delle attività dei Laboratori del Gran Sasso – prova della lungimiranza degli investimenti in centri di ricerca e infrastrutture scientifiche. La loro realizzazione, su iniziativa dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ha permesso all’Italia di affermarsi nella fisica delle particelle elementari negli anni in cui emergeva questo campo. Da allora, il Gran Sasso ha contribuito – e continua a contribuire – a molte delle scoperte più rilevanti della nostra epoca nei campi della fisica subnucleare, nucleare e astroparticellare. È un luogo capace di attrarre menti brillanti dall’estero e di valorizzare i nostri talenti”, ha proseguito il premier.

Per poi ricordare: “La ricerca deve essere al centro della crescita dell’Italia. Con il Pnrr “investiamo oltre 30 miliardi in istruzione e ricerca. La mia visita è servita a capire meglio quale sia il contributo che si può dare alla ricerca. Vogliamo sostenervi e agevolare il vostro lavoro, senza ingerenze, almeno nel mio caso. Creare le condizioni economiche e culturali perché
possiate progettare e crescere. Facilitare le collaborazioni internazionali, di cui questi Laboratori sono un esempio virtuoso. E promuovere la cultura del merito”.

“Realizzare il pieno potenziale della ricerca vuol dire puntare su chi è stato spesso ai margini di questo mondo: le donne.  Oggi – ha detto Draghi – sono molte di più le ricercatrici italiane che si affermano ai massimi livelli. Penso a Lucia Votano – che è qui con noi – la prima donna a dirigere i Laboratori del Gran Sasso. E a Fabìola Gianotti, direttrice del Cern e coordinatrice del progetto che ha portato alla scoperta del bosone di Higgs. Un numero sempre maggiore di scienziate guida progetti che spingono in avanti le frontiere della ricerca. Questi Laboratori, dove otto su 14 responsabili di progetto sono donne, costituiscono un esempio per tutti. Sono però ancora troppo poche le ragazze che scelgono studi scientifici. Tra le giovani immatricolate nelle università italiane, solo una su cinque sceglie le cosiddette materie Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) la metà circa degli uomini. Si tratta di diseguaglianze che partono da lontano, addirittura dall’infanzia. Lo ha ricordato nel 2010 un’altra grande scienziata, Margherita Hack, parlando dell’importanza di aver avuto genitori che non le avevano trasmesso comportamenti legati a stereotipi di genere”.

“Per promuovere la partecipazione femminile al mondo delle scienze e della tecnologia – ha sottolineato il premier – dobbiamo intervenire lungo tutto l’arco dell’istruzione, dalla scuola all’università”, obiettivo degli investimenti sulle materie Stem. “Come previsto dalla Strategia nazionale per la parità di genere, puntiamo a portare la percentuale di studentesse in
discipline Stem almeno al 35% degli iscritti. Di questo tema si è discusso nella scorsa settimana, in occasione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza. Questo dibattito deve portare al più presto a risultati concreti”.

E ha concluso: “La ricerca scientifica è rigore, entusiasmo, visione – a servizio della collettività e delle generazioni future. Per troppi anni, l’Italia non ha saputo accompagnare i suoi scienziati con la convinzione che meritano. Molti di loro sono partiti – non per scelta ma per costrizione. Troppo pochi sono arrivati a portare qui le loro competenze, la loro passione. Colmare questi ritardi richiede coraggio, determinazione, ma – come ha ricordato oggi il professor Parisi – soprattutto necessita di continuità. Tocca a noi tutti prenderci cura della scienza, come la scienza si è presa cura di noi”.

Il suo intervento nella sala Fermi dell’istituto è stato salutato da scroscianti applausi con le grida “grazie presidente” da parte di ricercatori e dipendenti dell’Infn.

“Questi lavoratori sono l’effetto concreto, un investimento duraturo e fecondo come sempre accade quando si investe in scienza. Gli esperimenti sono stati selezionati e scelti attraverso un processo pubblico nelle commissioni scientifiche. Una valutazione comparativa fondamentale con capacità di scegliere i progetti è un fiore all’occhiello dell’Infn”, ha dichiarito il premio Nobel Parisi.

“Con il Pnrr ci saranno grandi investimenti in ricerca e sviluppo, è essenziale selezionare i migliori. Entro fine mese usciranno i bandi per partenariati ed è importante che siano scritti con grande attenzione e che nei bandi ci siano le sufficienti misure antitrust. E’ importante investire nel capitale umano visto che l’Italia ha sofferto di una emorragia di talenti verso l’estero. E senza una compensazione in entrata. La tendenza si è invertita. Il Pnrr investe risorse nella ricerca, ma che succederà dopo il Pnrr e quando dovremo restituire i fondi? Come continuerà la ricerca? Queste risposte sono fondamentali perché è necessaria la regolarità nel finanziamento di ricerca. Altrimenti e’ difficile trattenere i giovani ricercatori. E’ difficile trattenere i nostri talenti se non si sa se si acquistano o no i reagenti per la ricerca a seconda di chi vince le elezioni”.

Per Parisi “c’è la necessità di piani di finanziamenti minimi, almeno a 7 anni, per programmare ricerca. L’attuale situazione politica può rendere possibile l’approvazione a larga maggioranza del Parlamento di un programma minino per governare il futuro della scienza e dei ricercatori con serenità. Investendo nei prossimi cinque anni cinque miliardi di euro raggiungeremo la Francia di adesso. Per incentivare i giovani bisogna investire fin dai licei”, ha concluso.

Nel suo intervento Lucia Votano ha detto:  “Draghi in un discorso alla Bce è stato l’unico a parlare di ricerca di Base. I laboratori dell’Infn sono proprio questo: un laboratorio di ricerca di base, in particolare il più importante dedicato alla fisica astroparticellare. Sono una ricercatrice, donna, nonna e vengo dal sud – ha proseguito – sono tra le poche donne a ricoprire una posizione così apicale. Ho preso la direzione del laboratorio a pochi mesi dal terremoto. Parlo di me stessa a titolo esemplificativo. Ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia senza stereotipi culturali e quindi ho studiato. Ancora oggi ci sono difficoltà, come ricorda l’Unesco nel suo rapporto, le donne nella ricerca sono solo il 30% del totale”. “Bisogna che l’Italia sia più accogliente con i ricercatori. Bisogna fare lo sforzo di abbattere gli stereotipi culturali, migliorare formazione dall’asilo in poi. Le donne sono elemento debole di catena. La parità di genere nella scienza è problema della società non delle donne. È come voler correre con una gamba sola. Mi aspetto che sia le donne a risolvere il problema della materia oscura dell’universo!”, ha affermato.

Il Governatore abruzzese Marco Marsilio ha spiegato: “Siamo qui ad accogliere istituzionalmente il Premier, lieti ogni volta che viene a visitare nostri territori, mi auguro che ci possa dedicare attenzione sperando di poter scambiare due parole con lui, in particolare sulla messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso, una situazione che non aiuta a rendere certe le scelte e il futuro” Marsilio ha poi spiegato che “Non aiuta nemmeno la situazione che si è creata con scienziati che si ritrovano sotto processo alla luce delle inchieste di Teramo e L’Aquila: è paradossale che da una parte ci gonfiamo il petto per i successi degli scienziati italiani, e poi il fatto che si ritrovano imputati per inquinamento e messa in pericolo della sicurezza pubblica. Tre anni fa abbiamo ottenuto il commissariamento del sistema con Gisonni e l’assegnazione di 120 milioni di euro. Ora dobbiamo accelerare per evitare di ritrovarci nella emergenza che abbiamo già vissuto. Evitare insomma che la regione si spezzi in due con chiusura del traforo”, ha concluso Marsilio riferendosi alle inchieste delle procure.

Marsilio ha poi affrontato la spinosa questione del  contenzioso tra Strada dei Parchi e Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili.  “Una situazione pericolosa, sono preoccupato” ha detto il presidente, sulla gestione delle autostrade laziali e abruzzesi A24 e A25 e nei rapporti tra strada dei Parchi Spa, del gruppo Toto, il ministero competente ed Anas.

Marsilio ha accennato la situazione anche nel breve incontro con il premier, Mario Draghi, nel corso della visita ad Assergi ai laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso.

In particolare, Marsilio si riferisce al mega progetto di messa in sicurezza delle due arterie considerate dopo il terremoto dell’Aquila del 2009, infrastrutture strategica di protezione civile, status sancito nella legge di stabilità del 2012, per il quale sarebbero fermi circa 4 miliardi di euro, e per il mancato del piano economico finanziario (Pef), ultima revisione risalente al 2014, con la stessa concessionaria, per il quale sono stati nominati due commissari. Sulle due grandi questioni è in atto un serrato contenzioso legale ed amministrativo tra Sdp e Mims.

LA DIRETTA