L’AQUILA – “Ho ricevuto rassicurazioni sia da Draghi sia dal ministro Maria Cristina Messa sulla questione dell’acquifero del Gran Sasso d’Italia, in particolare il ministro ha preso l’impegno a convocare un tavolo interministeriale per dare una attenzione particolare alla vicenda sulla quale c’è bisogno di una accelerazione”.

Così il presidente della Giunta regionale abruzzese, Marco Marsilio, al termine della visita del premier, Mario Draghi, ad Assergi (L’Aulla), nella sede dei Laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso. Al centro dell’interlocuzione anche  la gestione delle autostrade laziali e abruzzesi A24 e A25 e nei rapporti tra strada dei Parchi Spa, del gruppo Toto, il ministero competente ed Anas.

“Nel breve incontro avuto con il presidente del Consiglio Derik ministri”, Marsilio ha affrontato la problematica della messa in sicurezza del sistema Gran Sasso, nel quale insistono la Ruzzo Spa, società del ciclo idrico integrato, Strada dei Parchi, concessionaria delle A24 e A25, e Laboratori di fisica nucleare, con la gestione dei sotterranei dove sono in atto esprimenti, e dei processi e delle inchieste scaturire in particolare sulla ipotesi di reato di inquinamento delle falde acquifere.  “Con il premier, insieme ai vertici dell’Infn ho ripercorso le tappe degli ultimi tre anni, sottolineando il paradosso degli scienziati che si sono ritrovato sito processo o sotto inchiesta per inquinamento, in tal senso poteva capitare anche al premio Nobel per la fisica Parisi, se
avesse avuto un incarico di presidente pro tempo re dell’Infn”.

“Il contenzioso tra Strada dei Parchi e Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili è in una situazione pericolosa, sono preoccupato”, ha aggiunto Marsilio sulla gestione delle autostrade laziali e abruzzesi A24 e A25 e nei rapporti tra strada dei Parchi Spa, del gruppo Toto, il ministero competente ed Anas. Marsilio ha accennato la situazione anche nel breve incontro con il premier, Mario Draghi.

In particolare, Marsilio si riferisce al mega progetto di messa in sicurezza delle due arterie considerate dopo il terremoto dell’Aquila del 2009, infrastrutture strategica di protezione civile, status sancito nella legge di stabilità del 2012, per il quale sarebbero fermi circa 4 miliardi di euro, e per il mancato del piano economico finanziario (Pef), ultima revisione risalente al 2014, con la stessa concessionaria, per il quale sono stati nominati due commissari. Sulle due grandi questioni è in atto un serrato contenzioso legale ed amministrativo tra Sdp e Mims.