L’AQUILA – Si fa difficile la situazione dei rettori delle università italiane ‘biprorogati’, ovvero per quelli con mandato scaduto ma rimasti al loro posto per di una contestata intepretazione della legge 240 del 2010, la cosiddetta riforma Gelmini
Tra questi il rettore dell’ateneo aquilano, Ferdinando Di Orio, il cui mandato scade nel 2013.
Come riferisce il comitato nazionale “No proroga rettori” ieri, nell’ultimo giorno della legislatura e del Governo Monti, il parlamento ha approvato un ordine del giorno a firma degli onorevoli Udc Luisa Capitanio Santolini e Paola Binetti, con cui si chiede di impegnare il Governo a predisporre tutte le iniziative per determinare entro sessanta giorni le elezioni oppure a commissariare gli atenei interessati dal provvedimento.
Un’ordine del giorno, come ricorda il comitato, “che aveva ricevuto il parere negativo” dell’Esecutivo, e che invece ha è stato votato a larghissima maggioranza dal Parlamento, anche da quell’Italia dei Valori a cui Di Orio sembrava, almeno in passato, molto vicino.
Nel testo dell’documento approvato dall’aula, inoltre, si fa riferimento a situazioni di rettori “ià in regime di proroga” che “sono stati anche oggetto di indagini giudiziarie e di richiesta o di rinvio a giudizio per fatti commessi nell’esercizio del loro mandato”.
Una fattispecie che riguarda da vicino sia Di Orio, indagato per la questione degli affitti all’Ex Optimes dove si è ricollocata la facoltà di Ingegneria e, in un altro procedimento penale, per concussione nei confronti del docente Sergio Tiberti, ed il rettore dell’Università di Messina, Franco Tomasiello, indagato per falso ed abuso d’ufficio per una vicenda relativa alla stabilizzazione di precari e utilizzo di fondi per l’istituzione di un Centro interdisciplinare. (g.a.)
LA NOTA DEL COMITATO “NO PROROGA RETTORI”
L’ultimo giorno di vita del Governo Monti, oltre a consentire finalmente agli italiani di tornare ad esercitare il loro diritto di voto per dare vita alla nuova legislatura, ha riacceso la speranza che la parola possa essere presto restituita alle urne anche in quegli Atenei italiani governati da Rettori il cui mandato è scaduto nel 2011, prorogati per un anno in virtù della legge 240/2010 e mantenuti in carica per il secondo anno grazie all’espediente di un comma fraudolentemente inserito nella legge di revisione della spesa.
Come gruppo di docenti appartenenti ad oltre venti Università italiane che ha sempre combattuto per riappropriarsi del diritto di scegliere attraverso legittime elezioni il vertice a cui affidare incombenze gravose come la nomina del Direttore Generale e la nomina del Consiglio di Amministrazione, non possiamo che salutare con plauso il fatto che un ordine del giorno presentato dall’UDC (Capitanio Santolini, Binetti), che aveva ricevuto parere contrario del Governo, accolto invece favorevolmente dalla stragrande maggioranza della Camera dei Deputati, impegni il Governo “a valutare l’opportunità di consentire ai decani di convocare le elezioni per il rinnovo dei Rettori già biprorogati, a gennaio del 2013 al fine di rinnovare le cariche entro i 60 giorni successivi e se non ritenga opportuno adottare ogni iniziativa di propria competenza per i fatti citati in premessa prevedendo anche il commissariamento degli Atenei coinvolti”.
In un frangente delicato come quello attuale, testimoniato dal taglio di 300 milioni di euro al sistema universitario inserito nella legge di stabilità, in relazione al quale il Ministro Profumo ed il Presidente della CRUI si sono stracciati le vesti, prospettando l’eutanasia dell’Università statale per altro ampiamente prefigurata dal documento di programmazione triennale, rivolgiamo l’invito ai Rettori che godono del secondo anno di proroga a compiere un gesto di responsabilità, rassegnando con effetto immediato le proprie dimissioni.
Dimissioni che da tempo avrebbero dovuto raggiungere la scrivania del Ministro Profumo, se costui non si fosse ostinato a sostenerli oltre ogni ragionevole senso del pudore, nel caso di quei Rettori scaduti nel 2011 che, come recita l’ordine del giorno approvato dalla Camera dei Deputati, “sono stati anche oggetto di indagini giudiziarie e di richiesta o di rinvio a giudizio per fatti commessi nell’esercizio del loro mandato”.
Dimissioni che ci sembrano un atto dovuto anche per quanti tra i beneficiari della doppia proroga, scorrettamente si accingono ad entrare nell’agone delle prossime elezioni politiche indossando l’ermellino ad essi tanto caro.
IL TESTO DELL’ORDINE DEL GIORNO CAPITANO SANTOLINI-BINETTI
AC 5534-bis-B Ordine del Giorno
La Camera premesso che
l’articolo 2, comma 9, terzo periodo, della Finanziaria 2011 ha disposto la proroga del mandato dei rettori in carica al momento dell’adozione dello statuto, fino al termine dell’anno accademico successivo;
per garantire una corretta transizione al nuovo ordinamento universitario una norma interpretativa introdotta dalla spending review individuava nell’emanazione definitiva dello statuto, dopo i controlli di legittimità e di merito effettuati dal Ministro, ai sensi dell’articolo 6 della legge 168/1989, il momento della decadenza del mandato;
avverso tale disposizioni si sono registrate, e tuttora permangono, numerose e seguitissime iniziative di protesta, professori e ricercatori universitari di circa venti Atenei italiani;
due ordini del giorni accolti nel corso dell’esame della spending review ( 9/5389/39 e 9/5389/59), in cui si esprimeva forte dissenso su questa proroga dei rettori in scadenza di mandato o addirittura scaduti, impegnavano il Governo affinché declinasse l’ulteriore biproroga rispetto a quella già prevista dalla legge Gelmini;
alcuni rettori, già in regime di proroga, sono stati anche oggetto di indagini giudiziarie e di richiesta o di rinvio a giudizio per fatti commessi nell’esercizio del loro mandato;
impegna il Governo
a valutare l’opportunità di consentire ai decani di convocare le elezioni per il rinnovo dei Rettori già biprorogati, a gennaio del 2013 al fine di rinnovare le cariche entro i 60 giorni successivi e se non ritenga opportuno adottare ogni iniziativa di propria competenza per i fatti citati in premessa prevedendo anche il commissariamento degli Atenei coinvolti.
Capitanio Santolini, Binetti



