TERAMO – “Una grande opera che servirebbe all’Abruzzo? Sicuramente il completamento della Teramo-mare e la terza corsia dell’autostrada A14 di cui si parla”.

Queste le priorità indicate dal nuovo presidente dell’Ance Abruzzo, il teramano Armando Di Eleuterio, martedì sera eletto per acclamazione dal consiglio direttivo dell’associazione dei costruttori alla successione di Enrico Ricci, che come consuetudine ha assunto la carica di past president.

Imprenditore dell’edilizia stradale titolare dell’omonima azienda, 47 anni, presidente dell’Ance teramana dal 2010 al 2013, il nome di Di Eleuterio è emerso al termine di un vertice in seno al rinnovato direttivo provinciale, al quale spettava per criterio di rotazione territoriale la scelta del nuovo vertice regionale.

L’impegno maggiore resta sul fronte della ricostruzione dell’Aquila, ma si guarda con una certa aspettativa anche all’evoluzione dello scenario post-terremoto del 24 agosto scorso.

“La ricostruzione del capoluogo è partita col piede giusto ma bisogna essere attenti a non farla inceppare – dice Di Eleuterio ad AbruzzoWeb – ci sono delle difficoltà per quanto riguarda le pratiche all’esame del Genio civile, dove ci sono dei ritardi notevoli: questo sarà uno dei primi problemi da risolvere”.

Una categoria, quella dei costruttori, spesso costretta a portare sulle spalle la croce dello speculatore quando, dopo un evento sismico, le case si sbriciolano come grissini.

“Non siamo certo tutti santi, ma non è possibile che si rischia di pagare uno scotto del genere solo per qualche mela marcia – dice – il 99 per cento delle aziende che si occupano di edilizia sono aziende serie e ben strutturate. Inoltre quando ci sono eventi calamitosi si va a guardare sempre all’aspetto della costruzione ma ci sono anche altri fattori che riguardano ad esempio come è stato progettato l’edificio o la normativa vigente in quel momento”.

Il mandato di Di Eleuterio sarà sul solco tracciato dal suo predecessore: “Ho preso le consegne dal presidente, che ringrazio, e sicuramente proseguirò la sua azione”.

Il nuovo presidente indica nella semplificazione amministrativa e negli investimenti in opere pubbliche le soluzioni per superare la crisi che investe anche il settore delle costruzioni.

Anche l’accesso al credito viene considerato “non semplice”.

“Ci sono segnali di ripresa, ma i tempi dei pagamenti per i lavori pubblici che dovrebbero essere a trenta giorni ma poi di fatto non lo sono, rappresentano un pesante fardello”, dice.

“È già complicato assicurarsi un appalto – spiega – firmare il contratto è un altro problema e per il pagamento l’iter è lungo e farraginoso”.

Anche il progetto di ammodernamento delle tratte autostradali A24 e A25 proposto dal Gruppo Toto, viene considerato con attenzione: “La ricaduta economica sarebbe sicuramente positiva, è chiaro che le infrastrutture servono, migliorarle significa migliorare l’intero contorno – afferma Di Eleuterio se esce dalla crisi l’edilizia esce dalla crisi tutta l’economia dello Stato”.

Il nuovo presidente dell’Ance promette infine impegno anche per rilanciare il Fondo etico della ricostruzione, promosso da Ricci per realizzare progetti sociali, culturali, e sportivi nelle zone terremotate e alimentato dai contributi volontari, pari almeno allo 0,2 per cento degli importi degli appalti, versati dalle imprese che operano nella ricostruzione.

Dopo 2 anni, però, come raccontato da questo giornale, il fondo ha raccolto appena 113 mila euro tra 13 imprenditori. Spiccioli al confronto delle centinaia di ditte impegnate, e delle centinaia di milioni di euro che arrivano nel cratere.

“O ci crediamo o no!”, è il laconico commento del nuovo presidente.