PENNE – “L’ospedale ‘San Massimo’ di Penne non può essere declassato a ospedale di area disagiata. Non ci sono le motivazioni amministrative e giuridiche per compiere questa scelta; la Giunta regionale abruzzese deve modificare immediatamente il provvedimento con il quale ha riorganizzato la sanità regionale. Ha il potere legislativo per farlo. Non vediamo quale ostacolo potrebbe esserci dopo che, recentemente, ha modificato la riorganizzazione per evitare il declassamento degli ospedali di Atri, in provincia di Teramo, e Atessa, in provincia di Chieti. La Giunta regionale, dopo queste scelte, sia da un punto di vista istituzionale, sia politico, non è più credibile. Quindi basta temporeggiare, il tempo del dialogo è terminato, ora servono atti amministrativi”.
Lo ha detto il sindaco di Penne (Pescara), Mario Semproni, che ieri, sabato 20 gennaio, ha partecipato nella sua cittadina al convegno organizzato dal Comitato cittadino “Salviamo l’ospedale di Penne”, alla presenza di cittadini e amministratori dell’area vestina.
“Lo stesso Partito democratico – ha aggiunto Semproni – ha ottenuto, con un emendamento approvato in parlamento, durante l’approvazione della legge di bilancio, la deroga di tre anni per evitare la riconversione dell’ospedale di Popoli. E per l’ospedale di Penne e per il territorio vestino? Zero. Come sindaco di Penne e come città di riferimento dell’area vestina – ha aggiunto Semproni – sarò promotore di un documento che, mi auguro, sarà condiviso e sottoscritto da tutti i sindaci dell’area vestina, nel quale chiederemo alla Regione Abruzzo di modificare la riorganizzazione, tenendo conto delle criticità del territorio. Qui i cittadini rischiano la vita ogni giorno; non ci sono strade di collegamento né servizi pubblici funzionanti nell’entroterra pescarese. Un autobus di Tua impiega quasi 100 minuti per raggiungere da Penne la costa pescarese: manco fossimo ancora nel dopoguerra”.
“Il presidente della Regione Abrizzo Luciano D’Alfonso e il Partito democratico hanno la responsabilità politica di evitare questo scempio. Chiediamo a loro, visto che governano nei livelli istituzionali superiori, di modificare l’indirizzo assunto, basta chiacchiere e promesse elettorali: le scelte assunte in passato possono essere cambiate. Non c’è più tempo da perdere”m ha concluso.
All’incontro hanno partecipato i sindaci di Picciano, Farindola, Villa Celiera ed Elice.



