L’AQUILA – Botta e risposta tra Giorgio De Matteis (Mpa) e Camillo D’Alessandro, capogruppo regionale del Pd, sulla decisione di Cialente di trascorrere la ricorrenza del 17 marzo a Palazzo Margherita, sede inagibile del Comune dell’Aquila, indossando “forse per l’ultima volta” la fascia tricolore da sindaco della città capoluogo.
De Matteis ha diramato una nota con accuse al vetriolo nei confronti del dimissionario primo cittadino aquilano, cui ha prontamente replicato D’Alessandro accusando il collega di Consiglio regionale di avere un atteggiamento ambiguo: “nei giorni pari denuncia scippi subiti dall’Aquila e nei giorni dispari difende gli scippatori”. A quel punto l’esponente Mpa ha invitato il “giovane capogruppo a raggiungere il suo ex sindaco in ritiro a Palazzo Margherita”.
LA NOTA DI DE MATTEIS
“Apprendiamo con sconcerto dell’ennesima esternazione del sindaco dell’Aquila che, dopo aver dichiarato di aver rimesso il proprio mandato a causa dell’inesistenza del proprio partito e della propria maggioranza, dopo aver lanciato strali contro il governo che quotidianamente contatta e dopo aver contestato a giorni alterni la struttura commissariale guidata da Chiodi, contro tutti e contro tutto, domani non parteciperà alle manifestazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. E questo per protesta. Ma contro chi e contro che cosa?”.
A chiederselo è il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis che ha scritto una nota con vere e proprie cannonate contro Massimo Cialente.
Un attacco molto violento, che sorprende anche alla luce del fatto che Cialente e De Matteis pochi giorni fa sedevano fianco a fianco durante incontri con i precari della Asl e con la stampa, chiedendo sulle vicende della sanità una mobilitazione dell’intera città unita.
“È ormai giunto il momento di dire basta – puntualizza De Matteis – la città non merita di apparire in tutta Italia attraverso l’immagine confusa e distorta del suo sindaco dimissionario che, ricordiamolo affinché sia nella mente di tutti, si è dimesso, e sono sue parole, perché non aveva più una maggioranza, né un partito”.
“La cieca mancanza di autocritica, il continuo scaricare responsabilità proprie sugli altri e la manifesta incapacità della sua amministrazione – cannoneggia De Matteis – sono il peggior viatico per la ricostruzione della città”.
“La misura è ormai colma – continua il vice presidente – se Cialente non ha alle spalle più niente, né un partito, né una maggioranza, né una città, né un governo, chiuda definitivamente questa partita. È infatti ormai chiaro che, avendo sbagliato tempi e modi delle sue dimissioni, Cialente sta cercando disperatamente una soluzione per rientrare, senza apparire per quello che è, cioè solo e neanche più sostenuto dal suo partito”.
“Non è più possibile – conclude De Matteis – che le quotidiane esternazioni e i quotidiani sbalzi di umore del sindaco possano ancora continuare a tenere bloccata la città, perché ormai è chiaro che se c’è qualcuno che da mesi tiene ferma L’Aquila, e le sue dimissioni lo confermano, è lui con la sua ex maggioranza”.
LA REPLICA DI D’ALESSANDRO
L’AQUILA – “La veemenza del collega De Matteis, da politico e da aquilano – afferma il capogruppo del Pd Camillo D’Alessandro – dovrebbe essere rivolta contro Chiodi commissario e presidente, visto che lo stesso De Matteis nei giorni pari denuncia scippi subiti dall’Aquila e nei giorni dispari difende gli ‘scippatori'”.
“Ricordiamo tutti – riprende D’Alessandro – che in occasione delle elezioni provinciali De Matteis dichiarò di accettare l’alleanza con il centrodestra solo perché aveva avuta ampie rassicurazioni sulla zona franca urbana a L’Aquila. Infatti stiamo ancora aspettando, due anni ormai che L’Aquila aspetta, mentre le tasse invece si inizieranno a restituire non come accaduto in altre Regioni”.
“Nessuno nasconde – insiste l’esponente del Pd – difficoltà di tenuta della maggioranza all’Aquila, ricordo che solo qualche mese fa il sindaco di Montesilvano di centrodestra si dimise per problemi politici poi rientrati. Non vi è dubbio che L’Aquila non è certo Montesilvano, neanche minimamente paragonabile il momento che vive la città capoluogo rispetto ad ogni altra città italiana. Non vi è dubbio però che le grida di Cialente siano tutte vere e De Matteis consenta a Chiodi di fare lo struzzo, di nascondere la testa”.
“Perché – conclude D’Alessandro – né Regione e né Provincia si sono recate alla commissione parlamentare che solo qualche giorno fa ha ascoltato Cialente? Come mai erano assenti? È chiaro che non potevano rispondere ai rilievi del sindaco della città di L’Aquila, meglio essere assenti che rendere conto del loro operato”.
DE MATTEIS-D’ALESSANDRO: TERZO ROUND
L’AQUILA – “Alla stonata nota del giovane capogruppo D’Alessandro rispondiamo molto brevemente per risparmiare tempo e spazio”.
“Si chiede al giovane D’Alessandro – sostiene De Matteis – per quale motivo il suo ex sindaco si è dimesso comunicando di non avere più un partito dietro le spalle, cioè il suo Pd, né una maggioranza. Dopodiché lo invito a raggiungerlo domani in ritiro spirituale dentro il Palazzo Margherita, sede del Comune. Forse così Cialente e D’Alessandro, stando insieme, avranno modo di schiarirsi entrambi le idee”.
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